Russia e Ucraina raggiungono una tregua nel Mar Nero | Ma chi guadagna davvero da questo accordo?

Russia e Ucraina raggiungono una fragile intesa per limitare le ostilità nel Mar Nero, ma le questioni chiave restano irrisolte. 🌊🤝 Scopri di più!

A cura di Redazione
26 marzo 2025 16:06
Russia e Ucraina raggiungono una tregua nel Mar Nero | Ma chi guadagna davvero da questo accordo? -
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La piccola, fragile tregua del Mar Nero: un passo avanti o un’illusione?

ROMA – Russia e Ucraina hanno raggiunto un’intesa per limitare l’uso della forza nel Mar Nero, frutto di colloqui paralleli con i negoziatori statunitensi in Arabia Saudita. Tuttavia, dietro questo apparente progresso si nascondono diversi interrogativi e riserve che fanno temere per la tenuta di questo accordo.

Il Cremlino ha dichiarato che l’attuazione di un cessate il fuoco marittimo è condizionata all’alleggerimento delle sanzioni sulle esportazioni agricole. Mosca sostiene di aver ottenuto concessioni significative dagli Stati Uniti, che segnerebbero una prima riduzione delle sanzioni imposte dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Donald Trump ha confermato che gli Stati Uniti stanno valutando le condizioni proposte da Mosca, sebbene non ci sia un impegno ufficiale riguardo la loro approvazione.

Nel frattempo, entrambe le parti hanno esteso la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche per un periodo di 30 giorni. Tuttavia, le questioni territoriali rimangono irrisolte. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso le sue preoccupazioni affermando: “Quando parlano di noi senza di noi, c’è da preoccuparsi”. Questa affermazione evidenzia la frustrazione di Kiev riguardo a negoziati che la vedono esclusa e a condizioni che potrebbero compromettere la sua sovranità.

Fonti statunitensi riportano che la Russia avrebbe chiesto il riconoscimento del suo controllo su tre regioni ucraine parzialmente occupate: Donetsk, Zaporizhia e Kherson. Kiev, dal canto suo, ha respinto fermamente questa proposta, ribadendo che non riconoscerà alcuna annessione oltre le attuali linee di controllo.

Significativa è la differenza nelle dichiarazioni rilasciate dalla Casa Bianca e quelle di Mosca riguardo all’intesa sulla sicurezza marittima. Se da un lato Washington ha confermato l’intesa e la sospensione delle ostilità, la versione russa include un impegno degli Stati Uniti a facilitare le esportazioni agricole di Mosca, tramite la riduzione dei costi assicurativi e il ripristino dell’accesso ai sistemi di pagamento globali. Trump ha dichiarato che la questione è in fase di revisione e che “stiamo valutando cinque o sei condizioni”.

Zelensky ha manifestato la sua insoddisfazione, affermando che qualsiasi concessione sulle sanzioni rafforzerebbe economicamente la Russia mentre la guerra continua. Inoltre, Mosca ha richiesto la revoca delle restrizioni sui servizi portuali e sulle navi battenti bandiera russa, insistendo sul reintegro nel sistema di pagamenti Swift.

Con un nuovo round di colloqui previsto a breve, la mancanza di un meccanismo di attuazione concreto solleva interrogativi sulla stabilità dell’accordo raggiunto. L’Ucraina spera di coinvolgere attori terzi, come Turchia o Arabia Saudita, per gestire la sicurezza marittima, mentre i paesi europei potrebbero contribuire al monitoraggio energetico.

Infine, Trump ha accennato alla questione della centrale nucleare di Zaporizhia, attualmente sotto controllo russo, ipotizzando una gestione congiunta. Tuttavia, Zelensky ha smentito tale possibilità come oggetto di negoziazione, mentre Mosca ha ribadito che l’impianto non verrà ceduto a nessun altro Stato.

Questa fragile tregua marittima nel Mar Nero potrebbe rivelarsi un passo avanti verso la pace, ma resta gravata da incertezze e dall’ombra del conflitto che continua a incombere.

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