Strage silenziosa a Gaza: 71 vittime innocenti colpite nel sonno | Il mondo può rimanere in silenzio?
Nuova tragedia a Gaza: 71 vittime in un attacco notturno che colpisce donne e bambini. La guerra continua, il bilancio sale. 💔📰

Nuova strage a Gaza: 71 morti colpiti nel sonno
Roma – La notte scorsa, la Striscia di Gaza è stata teatro di una nuova strage, con almeno 71 vittime a causa di un’operazione di terra israeliana. Undici edifici residenziali, situati nelle città di Khan Younis, Rafah e Beit Lahiya, sono stati attaccati, lasciando intere famiglie in lutto per la perdita di parenti innocenti. Tra le vittime, si contano donne e bambini che, tragicamente, sono stati colpiti nel sonno, senza alcuna possibilità di salvezza.
Secondo quanto riportato dall’emittente Al Jazeera, il numero totale delle vittime palestinesi dall’inizio della nuova escalation, avvenuta dopo la rottura del cessate il fuoco martedì scorso, ha superato le 436 unità, di cui ben 183 sono bambini. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato l’intenzione di intensificare le operazioni militari a Gaza, annunciando un “fronte più grande e più forte” anche nella Cisgiordania occupata.
Dati allarmanti giungono dal Ministero della Salute di Gaza, che riporta un bilancio di 49.547 morti accertati e più di 112.719 feriti dall’inizio del conflitto tra Israele e Hamas. I numeri della sofferenza umana continuano a crescere, con l’Ufficio dei media governativi di Gaza che segnala oltre 61.700 morti, sottolineando che migliaia di palestinesi sono ancora dispersi sotto le macerie.
Nella giornata di ieri, circa 900 palestinesi sono stati segnalati come feriti, molti dei quali lamentano l’impossibilità di ricevere cure mediche adeguate a causa della carenza di attrezzature e farmaci essenziali. Circa il 70% di questi feriti sono donne e bambini, molti dei quali versano in condizioni critiche, ha affermato il portavoce del Ministero della Salute nella Striscia di Gaza, Khalil Al-Daqran.
Al di là delle statistiche, la situazione di crisi umanitaria continua a deteriorarsi, facendo crescere le preoccupazioni a livello internazionale per il futuro della regione e per la vita dei suoi abitanti.