Trump e le sue percentuali bizzarre | Gli analisti non riescono a credere ai calcoli!
Scopri il mistero dei dazi di Trump svelato da un giornalista! Analisi dei calcoli e reazioni globali in un mondo in tumulto 📉🌍.

Dazi e Confusione: Esplorando le Dichiarazioni di Trump
ROMA – Il mondo è rimasto sgomento di fronte alle recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump riguardo ai dazi doganali, un tema che ha scatenato un acceso dibattito tra esperti e diplomatici. Dopo il suo intervento pubblico, in cui Trump ha esposto percentuali di dazi che andavano dal 20% al 34%, analisti di tutto il pianeta hanno iniziato a interrogarsi sull’affidabilità di tali cifre. In una lista che ha incluso persino isole remote abitate solo da pinguini, le affermazioni del Presidente americano hanno fatto sollevare numerosi scetticismi.
Nonostante il caos finanziario scatenato dalle sue parole, molti Paesi hanno riscontrato l’assenza di un nesso logico nelle percentuali comunicate. Ad esempio, il Ministro del Commercio della Nuova Zelanda ha contestato che il suo paese applicasse una tariffa del 20% sulle importazioni dagli Stati Uniti, come suggerito da Washington. D’altra parte, il Primo Ministro australiano, Anthony Albanese, ha evidenziato come queste affermazioni non avessero "alcuna base logica", sollevando la questione della reciprocità delle tariffe.
A dare un volto più chiaro a questa confusione è stato il giornalista economico James Surowiecki, il quale ha cercato di svelare il mistero dietro i calcoli di Trump. Surowiecki ha scritto su X che, contrariamente a quanto dichiarato, gli americani non hanno realmente calcolato le aliquote tariffarie e le barriere non tariffarie in modo tradizionale. Invece, avrebbero semplicemente preso il deficit commerciale con ciascun Paese e lo avrebbero diviso per le esportazioni verso gli Stati Uniti.
Ad esempio, nel caso dell’Indonesia, un deficit commerciale di 17,9 miliardi di dollari secondo Surowiecki, diviso per le sue esportazioni di 28 miliardi, porterebbe a una tariffa del 64% che Trump afferma sia applicata su tali importazioni. In un gesto di “gentilezza”, come lo ha descritto lo stesso Trump, questo numero verrebbe poi diviso a metà, creando così le famigerate percentuali vagamente esposte al pubblico.
Le conclusioni di Surowiecki sembrano trovare supporto tra diversi esperti che riconoscono che i calcoli presentati dall’amministrazione non siano stati condotti in modo rigoroso. Una prima spiegazione dei metodi utilizzati è stata anche pubblicata sul sito dell’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, confermando l’uso del deficit commerciale diviso per le importazioni come formula di calcolo.
In un momento in cui le Borse di tutto il mondo reagiscono negativamente alle dichiarazioni di Trump, la speranza è che una maggiore chiarezza possa emergere da questa vaghezza. Mentre il dibattito continua, l’incertezza sui dazi e sui rapporti commerciali resta un tema caldo, non solo per gli Stati Uniti ma per un’intera economia globale in cerca di stabilità.