Sorelle d'Italia sotto attacco: la verità scomoda del sessismo online | Perché nessuno può più rimanere in silenzio?
Disgusto e rabbia da parte delle leader italiane contro il sessismo online. Unite nel denunciare gli abusi, con un invito all'azione! 💪🚫

Disgusto e rabbia, ora nessuno sconto: le ‘sorelle d’Italia’ vittime del sessismo online
Roma, 29 agosto 2025 – Anche le ‘sorelle d’Italia’ non sono esenti dal triste fenomeno del sessismo online. La premier Giorgia Meloni e la leader di Fratelli d’Italia, Arianna, si sono trovate coinvolte in una situazione inaccettabile, subendo attacchi e violenze attraverso il sito ‘phica.eu’, all’avanguardia in questo panorama avvilente. “La società del click che rovina le vite delle persone deve essere fermata”, affermano con un tono deciso.
A riferire le loro reazioni è Il Corriere della Sera, che ha evidenziato il loro disgusto e la loro indignazione di fronte a un contesto così degradante. Il triste fenomeno delle violazioni della privacy ha toccato anche donne di spicco nella politica italiana, portando a denunce di centinaia di casi da parte di donne, vittime di abusi e commenti volgari sui social. In un periodo in cui la lotta per la dignità femminile sta guadagnando sempre maggiore attenzione, i volti noti della politica si trovano a fronteggiare una realtà inquietante.
La premier Meloni non nasconde la sua rabbia. Per lei, è fondamentale affrontare il problema con fermezza. Invita le donne a non subire passivamente gli abusi e a denunciarli alle autorità competenti. La leader di Fratelli d’Italia, pur condividendo il disegno di sferzare questi comportamenti, adotta un approccio differente. “Non voglio fare pubblicità a uno spettacolo indegno”, afferma Arianna, suggerendo una strategia di indifferenza nei confronti di questi abusi, per non alimentare un malcostume già dilagante.
La gravità della situazione è ulteriormente sottolineata dalle parole di Giorgia Meloni, la quale afferma: “È avvilente constatare che nel 2025 ci sia ancora chi considera normale e legittimo calpestare la dignità di una donna”. La premier richiama l’attenzione su un aspetto cruciale: la diffusione di contenuti intimi privati senza consenso costituisce un reato, noto come revenge porn. Tuttavia, la questione è più ampia e coinvolge un insieme di abusi sempre più pervasivi.
“Nessuno sconto per i responsabili”, ribadisce Meloni. La sua ferma posizione invita a un’incessante lotta contro chi ritiene di poter agire in anonimato, sminuendo e deridendo le donne. L’argomento della privacy è al centro del dibattito, poiché “un contenuto innocuo può diventare un’arma terribile nelle mani sbagliate”, con il potenziale di devastare la vita di una persona.
Cosa fare, dunque? La premier elenca alcune strategie fondamentali: educazione, responsabile uso degli strumenti digitali e denuncia immediata alla Polizia postale. Queste sono le difese più efficaci per tutelarsi e proteggere le proprie libertà online. “È giunto il momento di reagire e di informarsi, perché la lotta contro il sessismo online è anche una battaglia per la dignità e il rispetto”.
Con le ‘sorelle d’Italia’ al centro della polemica, il messaggio è chiaro: la comunità deve unirsi per sconfiggere il sessismo e le violenze digitali, partendo da una solida consapevolezza e una ferma reazione collettiva.