Milano‑Cortina 2026: il palermitano Davide Shorty accompagna la chiusura delle Olimpiadi invernali
Shorty, Margherita Vicario e Calibro 35 eseguono un medley di classici italiani mentre l'Italia festeggia 30 medaglie.
La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026, tenutasi all'Arena di Verona, ha visto sul palco Davide Shorty insieme a Margherita Vicario e alla band Calibro 35 per un medley che ha accompagnato la sfilata degli atleti. L'Italia ha chiuso la manifestazione con 30 medaglie (10 d'oro, 6 d'argento, 14 di bronzo) e un quarto posto complessivo definito dai commentatori un record storico.
Il set proposto dagli artisti ha ripercorso alcuni dei classici della pop italiana, inaugurando con brani d'epoca e chiudendo con standard senza tempo. Tra i pezzi eseguiti figurano:
- 'Nessuno mi può giudicare' (Caterina Caselli, 1966)
- 'Se bruciasse la città' (Massimo Ranieri, 1970)
- 'Sarà perché ti amo' (Ricchi e Poveri, 1981)
- 'Il cielo è sempre più blu' (Rino Gaetano, 1975)
- 'Maledetta primavera' (Loretta Goggi, 1981)
- 'È la vita, la vita' (Cochi e Renato, 1974)
- 'Senza fine' (Gino Paoli, 1961)
Nel corso della serata si sono succeduti momenti di danza e di spettacolo che hanno valorizzato la componente artistica dell'evento: la performance del ballerino Roberto Bolle, l'intervento dell'attrice Benedetta Porcaroli e, soprattutto, la celebrazione degli atleti, protagonisti principali della manifestazione.
Da Palermo a Londra: il percorso di Davide Shorty
Davide Shorty, nativo di Palermo, è salito sul palco veronese portando con sé un tratto di Sicilia. Avviato alla musica attraverso il rap e le esibizioni nei locali della sua città, ha deciso in seguito di trasferirsi a Londra, dove si è laureato in Musica Contemporanea all'Institute of Contemporary Music Performance. La sua consacrazione al grande pubblico italiano è arrivata con la partecipazione a X‑Factor, esperienza che lo ha reso noto a un pubblico nazionale.
L'esibizione alla chiusura olimpica ha dunque messo insieme la formazione internazionale dell'artista e il repertorio della canzone d'autore italiana, creando un ponte tra radici locali e palcoscenici internazionali.
La scelta dell'Arena di Verona come cornice — primo monumento patrimonio Unesco ad ospitare una cerimonia olimpica — ha sottolineato il tentativo di coniugare storia, arte e sport: luci, acqua e musiche hanno scandito un format pensato per celebrare l'evento nella sua dimensione culturale oltre che sportiva.
In chiusura, la serata ha ribadito come la presenza della Sicilia e di artisti come Shorty siano parte integrale della narrazione nazionale della manifestazione, tra omaggi musicali al passato e la celebrazione dei risultati conquistati dagli atleti italiani.