Milano‑Cortina 2026: il palermitano Davide Shorty accompagna la chiusura delle Olimpiadi invernali

Shorty, Margherita Vicario e Calibro 35 eseguono un medley di classici italiani mentre l'Italia festeggia 30 medaglie.

24 febbraio 2026 08:42
Milano‑Cortina 2026: il palermitano Davide Shorty accompagna la chiusura delle Olimpiadi invernali  - Credit Foto Davide Shorty
Credit Foto Davide Shorty
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La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano‑Cortina 2026, tenutasi all'Arena di Verona, ha visto sul palco Davide Shorty insieme a Margherita Vicario e alla band Calibro 35 per un medley che ha accompagnato la sfilata degli atleti. L'Italia ha chiuso la manifestazione con 30 medaglie (10 d'oro, 6 d'argento, 14 di bronzo) e un quarto posto complessivo definito dai commentatori un record storico.

Il set proposto dagli artisti ha ripercorso alcuni dei classici della pop italiana, inaugurando con brani d'epoca e chiudendo con standard senza tempo. Tra i pezzi eseguiti figurano:

  • 'Nessuno mi può giudicare' (Caterina Caselli, 1966)
  • 'Se bruciasse la città' (Massimo Ranieri, 1970)
  • 'Sarà perché ti amo' (Ricchi e Poveri, 1981)
  • 'Il cielo è sempre più blu' (Rino Gaetano, 1975)
  • 'Maledetta primavera' (Loretta Goggi, 1981)
  • 'È la vita, la vita' (Cochi e Renato, 1974)
  • 'Senza fine' (Gino Paoli, 1961)

Nel corso della serata si sono succeduti momenti di danza e di spettacolo che hanno valorizzato la componente artistica dell'evento: la performance del ballerino Roberto Bolle, l'intervento dell'attrice Benedetta Porcaroli e, soprattutto, la celebrazione degli atleti, protagonisti principali della manifestazione.

Da Palermo a Londra: il percorso di Davide Shorty

Davide Shorty, nativo di Palermo, è salito sul palco veronese portando con sé un tratto di Sicilia. Avviato alla musica attraverso il rap e le esibizioni nei locali della sua città, ha deciso in seguito di trasferirsi a Londra, dove si è laureato in Musica Contemporanea all'Institute of Contemporary Music Performance. La sua consacrazione al grande pubblico italiano è arrivata con la partecipazione a X‑Factor, esperienza che lo ha reso noto a un pubblico nazionale.

L'esibizione alla chiusura olimpica ha dunque messo insieme la formazione internazionale dell'artista e il repertorio della canzone d'autore italiana, creando un ponte tra radici locali e palcoscenici internazionali.

La scelta dell'Arena di Verona come cornice — primo monumento patrimonio Unesco ad ospitare una cerimonia olimpica — ha sottolineato il tentativo di coniugare storia, arte e sport: luci, acqua e musiche hanno scandito un format pensato per celebrare l'evento nella sua dimensione culturale oltre che sportiva.

In chiusura, la serata ha ribadito come la presenza della Sicilia e di artisti come Shorty siano parte integrale della narrazione nazionale della manifestazione, tra omaggi musicali al passato e la celebrazione dei risultati conquistati dagli atleti italiani.

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