Al Brennero la protesta di Coldiretti Sicilia: il codice doganale che sottrae 20 mld agli agricoltori
Agricoltori da tutta Italia al valico del Brennero per denunciare l'importazione mascherata come Made in Italy e chiedere il cambiamento della norma doganale.
Una fila di camion, cartelli e voci di protesta: al valico del Brennero, dove Coldiretti Sicilia si è unita agli agricoltori provenienti da tutte le regioni, la scena mette in luce una contestazione concreta e urgente. La manifestazione, documentata in un post social diffuso dall'associazione, vuole mostrare come intere partite di prodotti entrino in Italia e vengano poi vendute come Made in Italy, con effetti tangibili sul reddito di chi produce davvero.
Sul piazzale del valico, gli organizzatori hanno indicato esempi concreti: peperoni dall'Olanda, latte dalla Germania, frutta dal Nord Europa e perfino arance destinate alla Sicilia che transitano dal Brennero prima di essere commercializzate come italiane. È una ricostruzione che, se confermata, mette in evidenza un percorso della merce attraverso l'Europa che si conclude con un'etichettatura che i produttori locali giudicano fuorviante.
«Parte dei prodotti che passano da qui arriva fino in Sicilia: parlo di latte, di cagliate, di prosciutti, di carne, di ortofrutta. Sembra incredibile» ha detto il presidente di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri, durante il suo intervento al presidio. Nel suo discorso Ferreri ha definito la situazione «uno scempio» e ha promesso che Coldiretti continuerà a denunciare pubblicamente ciò che gli agricoltori stanno osservando lungo le rotte commerciali.
Al centro della protesta c'è la richiesta di modifica di una norma del codice doganale europeo: la regola dell'«ultima trasformazione sostanziale». Secondo Coldiretti, un intervento normativo su questo punto permetterebbe agli agricoltori italiani di recuperare almeno 20 miliardi di euro, cifre che l'associazione indica come risorse utili a compensare i rincari dei costi di produzione e a contenere l'aumento dei prezzi al consumo.
Il nodo normativo
La cosiddetta «ultima trasformazione sostanziale» è il criterio che stabilisce quando un prodotto acquisisce l'origine di un Paese in base alla natura e all'entità delle lavorazioni subite. Nel quadro del codice doganale dell'Unione Europea, questo principio viene applicato per definire l'origine delle merci e, di conseguenza, il loro trattamento fiscale e commerciale. Le critiche sollevate a Brennero riguardano proprio l'applicazione pratica di questo principio: secondo Coldiretti, operazioni considerate sufficienti a conferire origine italiana consentirebbero in realtà a prodotti provenienti dall'estero di essere immessi sul mercato nazionale come italiani.
Economisti e rappresentanti del settore sottolineano che un'interpretazione troppo permissiva del criterio può comprimere il reddito agricolo lungo tutta la filiera, favorendo operatori che importano materie prime da Paesi esteri e le trasformano in modo da soddisfare la formalità dell'"ultima trasformazione". Il risultato denunciato è duplice: riduzione dei margini per i produttori locali e difficoltà a contrastare la concorrenza sui prezzi in una fase di forte aumento dei costi di energia e materie prime.
Coldiretti chiede quindi non solo una revisione della norma ma anche maggiori strumenti di tracciabilità e controlli lungo la filiera. Modifiche al codice doganale, va ricordato, implicherebbero interventi a livello europeo, con possibili iter legislativi e tecnici che richiedono tempo e confronto tra Stati membri e istituzioni comunitarie.
Al momento della protesta non risulta una presa di posizione ufficiale né dal Ministero delle Politiche Agricole né dalla Commissione Europea rispetto alle richieste avanzate da Coldiretti Sicilia. Anche le autorità doganali competenti non hanno rilasciato comunicati pubblici nei giorni immediatamente successivi al presidio al Brennero.
La mobilitazione riapre il dibattito sull'autenticità del marchio Made in Italy e sulla necessità di regole più chiare per garantire che l'origine dichiarata corrisponda realmente al luogo di produzione. Sul piazzale del Brennero Coldiretti ha annunciato che le iniziative proseguiranno, con l'obiettivo di portare la questione all'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica nazionale, mentre gli agricoltori continuano a documentare flussi di merci che, a loro avviso, vanno a erodere risorse fondamentali per il settore.