Agi, Lofano smentisce pressioni sul caso Valenti: «Spostamento per esigenze organizzative»
La direttrice respinge le accuse di interferenze esterne dopo il trasferimento di Federica Valenti: decisione inserita in un piano più ampio.
La direttrice dell'agenzia Agi, Rita Lofano, ha respinto con fermezza le accuse di pressioni esterne in relazione allo spostamento della giornalista Federica Valenti dal servizio Politico agli Esteri. Secondo la direzione, la decisione è stata adottata per esigenze organizzative e rientra in «un piano più ampio di cambiamenti», non è dunque il frutto di interferenze esterne.
Valenti, che per oltre 15 anni aveva seguito la politica e in particolare la Lega, è stata trasferita nei giorni scorsi: lo spostamento ha suscitato l'indignazione del Comitato di redazione (Cdr), che ha parlato di possibili pressioni «arrivate dai piani alti della Lega» per i resoconti giudicati scomodi.
L'accaduto ha generato un'onda politica: diversi esponenti del centrosinistra hanno espresso solidarietà a Valenti e hanno puntato il dito contro Matteo Salvini come presunta origine del caso. Le reazioni pubbliche hanno intensificato il dibattito sulla libertà di stampa e sull'autonomia delle redazioni.
Con un comunicato ufficiale, Lofano ha definito le ricostruzioni come «del tutto privi di fondamento», parlando di notizie false e di illazioni. La direttrice ha ricordato che il Contratto assegna alla direzione la prerogativa di valutare spostamenti e riorganizzazioni e che sarebbe «gravissimo» sostenere che l'autonomia del direttore sia stata compromessa.
La direzione di Agi ha inoltre annunciato che intende tutelare la propria reputazione «in tutte le sedi adeguate», lasciando aperta la possibilità di iniziative legali o procedurali per rispondere alle accuse diffamatorie. Il comunicato sottolinea che il trasferimento non è stato un caso isolato ma inserito in un ordine di servizio condiviso.
Sul versante del racconto pubblico, restano i fatti: uno spostamento di ruolo che ha innescato accuse di intervento politico e una replica netta della direzione che lo attribuisce esclusivamente a ragioni organizzative. Nei prossimi giorni si attendono sviluppi, con possibili richieste di chiarimento da parte del Cdr e verifiche interne sull'organizzazione del lavoro e sulle modalità di assegnazione dei servizi.
Fact Check
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Verificato il: 28 giugno 2026