Bce: Lagarde frena sui tassi, nessuna risposta più incisiva per ora allo shock energetico
La presidente della Bce dice che non ci sono segnali di disancoraggio delle aspettative d'inflazione; Francoforte rivede però al ribasso le prospettive di crescita.
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dichiarato a Bruxelles che una risposta più incisiva sui tassi di interesse sarebbe «ingiustificata in questa fase», nonostante lo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente stia esercitando pressioni sui prezzi. La linea scelta dall'Eurotower è dunque di prudenza: nessun intervento straordinario immediato sui tassi finché non emergeranno prove di cambiamenti nelle aspettative di inflazione.
Lagarde ha parlato davanti alla commissione per gli Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento Europeo, sottolineando che al momento non si osserva un disancoraggio delle aspettative di inflazione né effetti di secondo ordine che giustificherebbero un inasprimento più deciso della politica monetaria. Il richiamo al monitoraggio delle aspettative è al centro della strategia di Francoforte per bilanciare controllo dell'inflazione e sostegno alla ripresa.
Sulla crescita, la presidente ha ricordato che l'economia dell'area euro mostrava slancio prima della fiammata in Medio Oriente: il Pil reale è aumentato dello 0,3% nel primo trimestre del 2026, al netto della volatilità in Irlanda. Tuttavia, le ultime informazioni indicano ora un rallentamento e la Bce ha rivisto le proiezioni: +0,8% per il 2026, +1,2% per il 2027 e +1,5% per il 2028.
L'impatto settoriale è differenziato: il comparto dei servizi registra un rallentamento della domanda, mentre il manifatturiero mostra una parziale tenuta, sostenuto dall'accumulo preventivo di scorte per l'allungamento delle catene di approvvigionamento e dal forte aumento della spesa per la difesa. Lagarde ha evidenziato come queste dinamiche stiano influenzando la composizione della crescita.
Francoforte confida nella solidità dei bilanci delle famiglie, elemento che dovrebbe mantenere i consumi privati come motore principale della crescita. Gli investimenti sono attesi in ripresa grazie alla transizione digitale delle imprese e alla spesa pubblica in infrastrutture e sicurezza, anche se la forza di questi fattori dipenderà dall'evoluzione dei costi energetici e dalla fiducia delle imprese.
Proiezioni e rischi
Gli scenari della Bce incorporano ora una domanda interna più debole rispetto alle stime di marzo, perché la guerra ha colpito la fiducia e i maggiori costi energetici erodono i redditi reali. Secondo Lagarde, ciò che potrebbe costringere la banca centrale a una politica più restrittiva sarebbe il manifestarsi di un disancoraggio delle aspettative d'inflazione o di effetti di secondo ordine come pressioni salariali persistenti e passaggi dei rincari a prezzi più ampi. Al momento, ha ribadito la presidente, non vi sono evidenze chiare in tal senso.
La decisione di frenare su mosse più aggressive ha implicazioni sui mercati finanziari e sulla politica monetaria: se la situazione geopolitica dovesse deteriorarsi ulteriormente o se i dati sull'inflazione e sui salari dovessero peggiorare, la Bce potrebbe riconsiderare il suo approccio. Tra gli indicatori da monitorare Lagarde ha indicato i prossimi dati sull'inflazione, l'andamento dei prezzi dell'energia e le dinamiche salariali.
Per ora, la strategia di Francoforte resta orientata al bilanciamento tra rischio inflazionistico e sostegno alla ripresa: prudenza nella gestione dei tassi di interesse, vigilanza sulle aspettative e attenzione all'evoluzione geopolitica che continua a pesare sulle prospettive economiche dell'area euro.
Fact Check
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Verificato il: 22 giugno 2026