Camera approva la legge-delega sul nucleare: governo punta a prime produzioni entro il 2035
Con 155 voti favorevoli la Camera apre la strada al ritorno del nucleare: decreti attuativi entro 12 mesi e primi impianti previsti entro il 2035.
La Camera ha approvato il disegno di legge-delega che apre la strada al ritorno della produzione di energia da fonte nucleare in Italia, con 155 voti a favore, 86 contrari e 8 astenuti. Il provvedimento passa ora al Senato per il prosieguo dell'iter parlamentare.
Voti, iter e scadenze
Il testo approvato stabilisce le condizioni per avviare le procedure normative e amministrative necessarie: i decreti attuativi dovranno essere emanati entro 12 mesi dall'approvazione della delega, secondo quanto annunciato dal governo. Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha indicato come obiettivo di chiudere i decreti «entro la fine di questo anno» e comunque entro la fine della legislatura.
Il calendario delineato dal ministro prevede che, una volta definiti i decreti, l'Italia avrà gli elementi per valutare la scelta delle tecnologie: si parla di impianti molto più piccoli rispetto ai reattori tradizionali e di una fase di autorizzazione che dovrebbe partire verso la fine del decennio.
Pichetto ha descritto anche un esempio tecnico usato dal governo per argomentare il ritorno al nucleare: un piccolo reattore da 300 megawatt occuperebbe «uno spazio di 2/3 campi di calcio», mentre ottenere la stessa produzione con il fotovoltaico richiederebbe «3mila campi da calcio». Queste cifre sono state proposte per sottolineare la componente di densità energetica e di uso del suolo.
Secondo le previsioni ufficiali citate dal ministro, durante la prossima legislatura dovrebbe partire l'iniziativa di produzione, intesa come attività di assemblaggio e costruzione degli impianti; le procedure di autorizzazione sono attese verso la fine del decennio e le prime produzioni sono previste entro la prima metà degli anni '30 (con un orizzonte indicativo al 2035).
Il voto alla Camera mette in evidenza il ritorno del nucleare al centro del dibattito sulla politica energetica nazionale, con implicazioni su sicurezza energetica, infrastrutture e decisioni amministrative che dovranno essere affrontate nel prosieguo parlamentare e amministrativo. Il provvedimento passerà ora all'esame del Senato, dove si decideranno eventuali modifiche e la tempistica definitiva dell'iter.
Fact Check
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Verificato il: 04 giugno 2026