Cedu: l'Italia ha discriminato i Testimoni di Geova, Intesa bloccata da oltre 40 anni

La Corte di Strasburgo condanna l'Italia per discriminazione religiosa: danni riconosciuti e invito a riformare la procedura per le Intese.

A cura di Redazione Redazione
11 giugno 2026 18:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Cedu: l'Italia ha discriminato i Testimoni di Geova, Intesa bloccata da oltre 40 anni -
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L'11 giugno 2026 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che l'Italia ha discriminato i Testimoni di Geova impedendo per oltre quarant'anni la conclusione dell'Intesa prevista dall'art. 8 della Costituzione. La sentenza riconosce l'assenza di una «giustificazione oggettiva e ragionevole» e dispone il pagamento di 10.000 € per danno morale e 8.000 € per spese legali a favore della Congregazione.

Il Centro Studi LIREC, che ha denunciato la situazione fin dalla sua fondazione nel 2017, ha commentato che finalmente la Corte ha riconosciuto la «grave discriminazione» subita dalla confessione. Nonostante l'Intesa fosse stata firmata in passato da tre diversi Presidenti del Consiglio, essa è rimasta ferma da decenni, con conseguenze particolarmente evidenti nell'accesso al sistema di finanziamento pubblico dell'otto per mille.

Dettagli della sentenza

La Corte ha rilevato violazioni multiple: art. 14 (divieto di discriminazione) in combinato con art. 9 (libertà religiosa) e art. 1 del Protocollo n.1 (diritti patrimoniali). I giudici di Strasburgo hanno stabilito che i Testimoni di Geova si trovano in una situazione comparabile alle altre confessioni che hanno ottenuto l'Intesa e che lo Stato italiano non ha fornito giustificazioni oggettive per il blocco della procedura.

Le motivazioni addotte dall'Italia — concernenti temi come le trasfusioni, l'obiezione di coscienza o il comportamento elettorale — sono state giudicate, dalla Corte, irrilevanti o non adeguatamente provate. Inoltre la sentenza mette in luce che la procedura nazionale per ottenere le Intese è risultata priva di criteri, tempi, motivazioni e rimedi, creando un rischio strutturale di arbitrarietà.

Conseguenze pratiche e prospettive

La Cedu non impone allo Stato italiano di firmare automaticamente l'Intesa, ma stabilisce che lo Stato non può più mantenere l'attuale sistema discriminatorio. La decisione riconosce inoltre che l'esclusione dall'otto per mille costituisce una lesione di un bene patrimoniale tutelato dalla Convenzione.

Sul piano immediato lo Stato dovrà corrispondere la somma stabilita e, sul piano istituzionale, la sentenza indica l'urgenza di riformare la procedura per le Intese, introducendo criteri chiari, termini e motivazioni pienamente accessibili e impugnabili dai soggetti interessati. La pronuncia potrebbe aprire la strada a nuove richieste da parte di confessioni che si ritengono trattate in modo analogo.

LIREC ha definito la decisione come una conferma delle sue contestazioni: per il Centro Studi si tratta di un passo che evidenzia la necessità di garantire parità di trattamento e trasparenza nelle relazioni fra Stato e confessioni religiose.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 11 giugno 2026

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