Conte ai Presidenti delle Camere: pronto a essere audito, offre dimissioni temporanee dalla Commissione Covid
Il leader M5S scrive ai presidenti di Camera e Senato: disponibile all'audizione, chiede garanzie procedurali e il reintegro immediato in Commissione.
Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha inviato una lettera ai Presidenti di Camera e Senato in cui dichiara la sua disponibilità a essere audito dalla Commissione Covid, contestando al contempo di essere stato sottratto al confronto parlamentare. Nella missiva, pubblicata anche sui suoi canali social, Conte annuncia che, non appena concordata la data e le modalità dell'audizione, presenterà immediatamente prima dell'udienza le sue dimissioni da componente della Commissione, chiedendo però garanzie sul suo tempestivo reinsediamento dopo l'audizione.
Dettagli della missiva e contestazioni
Secondo quanto riporta la lettera, Conte afferma di avere informato formalmente il presidente della Commissione, Marco Lisei, della sua disponibilità già nell'ottobre 2024 e di averla ribadita intervenendo nella quinta seduta della Commissione del 15 ottobre 2024. Da allora, scrive, non avrebbe ricevuto alcuna risposta formale da Lisei, che si sarebbe limitato a valutare genericamente la possibilità di audirlo senza fissare date né modalità concrete.
Conte contesta inoltre una campagna di screditamento orchestrata, a suo dire, da esponenti di Fratelli d'Italia e dai quotidiani collegati al deputato Angelucci, che avrebbero suggerito che il leader M5S si sottragga al confronto. Il politico sottolinea di aver fornito ampie delucidazioni su stampa e tv, ma di non aver potuto riproporle in Commissione per l'assenza di un accordo procedurale con il presidente Lisei.
Nella lettera Conte chiede ai Presidenti delle Camere di esercitare la loro funzione di garanzia sul rispetto dei regolamenti e di intercedere con Lisei «affinché possa essere audito al più presto», proponendo la semplificazione della procedura mediante le dimissioni temporanee che annuncia di depositare prima dell'audizione.
Conte segnala anche la possibilità — riportata da agenzie come frutto di interlocuzioni con le Presidenze delle Camere — che per la sua audizione si renda necessario il coinvolgimento delle Giunte per il Regolamento, tema che il leader M5S vorrebbe evitare per non trasformare la richiesta di audizione in una questione procedurale prolungata.
La missiva contiene inoltre pesanti rilievi procedurali: i capigruppo delle opposizioni avrebbero inoltrato due lettere in cui denunciano «la faziosa e illegittima conduzione dei lavori» da parte del presidente Lisei. Tra le contestazioni citate da Conte vi è l'episodio di consulenti indicati dalla Commissione che avrebbero raccolto prove testimoniali in totale segretezza, in un commissariato di polizia, senza che i rappresentanti dell'opposizione fossero informati o potessero partecipare agli interrogatori. Secondo Conte, si tratterebbe dell'ennesimo «strappo procedurale» che giustifica la richiesta, già avanzata, delle dimissioni di Lisei.
Pur ribadendo che la sua richiesta di audizione non esclude la richiesta di dimissioni del presidente della Commissione, Conte conclude auspicando di essere ascoltato da un Presidente di Commissione imparziale e rispettoso delle regole. Nella lettera il leader M5S accusa infine alcuni membri della maggioranza di aver anteposto la propaganda politica all'interesse degli italiani durante la gestione della pandemia.
Al momento della pubblicazione non risultano dichiarazioni ufficiali di risposta né da parte del presidente della Commissione Marco Lisei né dal Presidente della Camera Lorenzo Fontana sull'istanza di Conte. L'episodio è stato riportato dall'Agenzia Dire, da cui proviene il testo della missiva citata.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 30 giugno 2026