Donnarumma si dimette: le opposizioni puntano il dito contro Salvini, 'il terminator dei trasporti italiani'

L'addio dell'Ad di Ferrovie dello Stato accelera lo scontro politico: opposizioni accusano il ministro di scaricare responsabilità sui manager.

A cura di Redazione Redazione
25 giugno 2026 16:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Donnarumma si dimette: le opposizioni puntano il dito contro Salvini, 'il terminator dei trasporti italiani' -
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Stefano Donnarumma si è dimesso da amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Le dimissioni anticipate non hanno attenuato le critiche sui disservizi della rete ferroviaria e hanno subito trasformato il caso in uno scontro politico: le opposizioni indicano il ministro Matteo Salvini come responsabile politico, accusandolo di usare i vertici aziendali come capri espiatori per coprire ritardi e inefficienze. L'episodio è stato riportato dall'agenzia Dire.

Reazioni politiche

Il centrosinistra ha risposto compatto. Angelo Bonelli (AVS/Europa Verde) ha definito Salvini il vero 'terminator dei trasporti italiani', sostenendo che il vicepremier preferisca enfatizzare progetti simbolici come il Ponte sullo Stretto piuttosto che intervenire sui problemi quotidiani della rete ordinaria. Secondo Bonelli, la gestione attuale sta trasformando l'alta velocità in un'odissea per pendolari e lavoratori.

Davide Faraone (Italia Viva) ha parlato di 'plastica certificazione' del fallimento: per il deputato, l'addio di Donnarumma sarebbe la prova che il governo sta tentando di scaricare responsabilità su un manager invece di assumersi il ruolo politico nella gestione del settore. 'Più che Donnarumma, a doversene andare è il ministro', ha dichiarato Faraone.

Il Pd e i rilievi sui costi e sulla strategia

Il Partito Democratico ha alzato i toni concentrandosi su costi e mancanza di visione industriale. Antonio Misiani e Andrea Casu hanno richiamato l'attenzione sulle ricadute economiche dell'operazione per le tasche dei cittadini, definendo le dimissioni un "ultimo atto" di un fallimento nella gestione dei trasporti attribuito all'esecutivo guidato da Meloni e sostenuto da Salvini.

Anthony Barbagallo, capogruppo PD alla Camera, ha sottolineato il cortocircuito comunicativo: la nomina di Donnarumma era stata presentata come la svolta utile a rilanciare le ferrovie; oggi il cambio al vertice evidenzierebbe invece l'assenza di una chiara strategia industriale e di soluzioni strutturali.

Maggioranza e richieste operative

All'interno della maggioranza è intervenuta Forza Italia. La deputata Erica Mazzetti ha espresso ringraziamento per alcuni risultati ottenuti dal manager uscente ma ha chiesto una netta discontinuità e concretezza nella gestione. Per Mazzetti la priorità è la modernizzazione delle linee finanziata con i fondi del PNRR, con l'obiettivo di superare conflitti di poltrona e mettere in campo una chiara programmazione tecnologica e infrastrutturale.

La vicenda sposta il dibattito politico sulla responsabilità del governo nella gestione delle infrastrutture e sulla necessità di riforme strutturali. Mentre i partiti si confrontano sui nomi e sulle colpe, i pendolari continuano a subire ritardi e disagi: sul tavolo rimangono richieste concrete per una strategia che coniughi sicurezza, efficienza e investimenti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 25 giugno 2026

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