Gian Marco Chiocci: «Sono di destra, grato a Meloni. Sul Tg1 non mette becco»
Il direttore del Tg1 racconta carriera, rapporti con Giorgia Meloni e smentisce un passaggio a Palazzo Chigi: «Resto al Tg1»
Dichiarazioni principali
Nel corso dell'intervista a Telenord, Chiocci ha ricostruito il proprio percorso professionale e si è soffermato sui rapporti con la politica: «La conosco da tanto tempo, la stimo molto, sono grato anche a lei per essere arrivato qua», ha detto riferendosi a Giorgia Meloni. Secondo il direttore, la premier risponderebbe ai messaggi «a chiunque le scrive», mentre lui scrive raramente; ha aggiunto che, oltre a qualche eccezione, «nessuno mette più becco» sul lavoro del Tg1.
Carriera, metodo e bilancio editoriale
Chiocci ha ripercorso giornate professionali che lo hanno portato dal Giornale al Tg1, passando per Il Tempo e l'AdnKronos. Ha rivendicato il proprio approccio da cronista: «Sono drogato di notizie, mi piace dare la notizia», e ha sottolineato di aver introdotto nel palinsesto del Tg1 elementi come sport, spettacoli e una maggiore presenza sui social. Ha inoltre criticato il formato del «panino», definendolo troppo calibrato, e ha detto che molti colleghi lo hanno seguito in questa linea, portando a «cose incredibili».
Chiocci ha citato l'osservatorio di Pavia, sostenendo che avrebbe certificato il Tg1 come il più equilibrato della storia della Rai. Tale riferimento è stato riportato dall'intervistato come elemento a difesa della propria gestione editoriale.
Inchieste, controversie e aneddoti
Nel racconto personale, Chiocci ha richiamato anche momenti di inchiesta che, a suo dire, hanno avuto conseguenze importanti: l'inchiesta sulla casa di An a Montecarlo che avrebbe coinvolto Gianfranco Fini e un'intervista che «portò alle dimissioni» di un ministro, citato dall'intervistato come esempio della propria indipendenza. Queste affermazioni sono presentate come ricordi e rivendicazioni del direttore.
Sull'aspetto pubblico della sua figura, ha ricordato la festa per i 60 anni del 2024, alla quale erano presenti politici di vari schieramenti: secondo il racconto, alcuni ospiti se ne sarebbero andati dopo che qualcuno intimò che non si potesse partecipare «alla festa di un fascista», per poi richiamarlo in privato per scusarsi.
Futuro e rapporti con la Rai
Nonostante le voci di palazzo, Chiocci ha detto che resterà al Tg1: «E' vero che ero stato contattato, ma io resterò al Tg1, perché faccio il giornalista». Ha inoltre espresso preoccupazione per la condizione del mestiere in Rai: se il centrosinistra dovesse vincere, si è detto pronto a sentirsi «a spasso», sostenendo che «il mestiere in Rai non conta niente» e che nella azienda ci siano sia giornalisti bravi sia figure «figlie della politica» che fuori dalla Rai farebbero fatica a trovare collocazione.
Le dichiarazioni di Chiocci, riportate dall'Agenzia Dire, rilanciano il dibattito sul rapporto fra informazione e potere politico in un momento in cui la gestione dei telegiornali pubblici è al centro dell'attenzione per l'opinione pubblica e le forze politiche.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 17 giugno 2026