Inserire l'inno d'Italia in Costituzione: la proposta della sen. Campione (FdI)

La senatrice FdI propone di iscrivere l'inno nell'articolo 12 accanto alla bandiera; il ddl è già assegnato alla commissione Affari costituzionali.

A cura di Redazione Redazione
22 giugno 2026 13:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Inserire l'inno d'Italia in Costituzione: la proposta della sen. Campione (FdI) -
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La senatrice di Fratelli d'Italia Susanna Donatella Campione ha presentato un disegno di legge per inserire l'inno nazionale nella Costituzione, proponendone l'iscrizione nell'articolo 12, dove attualmente è disciplinata la bandiera. Il testo, illustrato oggi nella Sala Koch del Senato, mira a elevare l'inno a simbolo costituzionale per garantirne una tutela più stabile.

Il provvedimento è già assegnato alla prima commissione Affari costituzionali del Senato e, come ha spiegato la senatrice, è iniziata la discussione generale. Il senatore De Priamo è stato indicato come relatore e il gruppo di lavoro ha voluto accelerare l'iter incardinando subito il testo in commissione. Al momento alcuni gruppi, tra cui Avs e M5S, non hanno firmato e hanno chiesto un supplemento di valutazione, ma Campione ha detto di confidare in un'ampia condivisione in Aula.

La senatrice ha motivato la proposta sottolineando che i simboli nazionali «sono sostanza» e rappresentano i principi su cui si fonda la Repubblica. Secondo Campione, l'inno non è «né di destra né di sinistra» ma appartiene a tutti gli italiani, e la sua iscrizione in Costituzione servirebbe a proteggere il canto nazionale dall'essere modificato o abrogato con una semplice legge ordinaria.

Attualmente l'inno di Mameli è riconosciuto da una legge ordinaria e, come ha ricordato la prima firmataria, «viene considerato inno con una legge ordinaria, che quindi può essere facilmente cambiata, modificata o addirittura abrogata». Campione ha aggiunto di preferire soprattutto le prime strofe, «quelle che immediatamente commuovono» e che identificano gli italiani nel mondo.

Iter parlamentare e implicazioni

L'iniziativa pone questioni di procedura costituzionale: una modifica dell'articolo 12 richiederà il normale percorso di revisione costituzionale, con due votazioni nelle Camere e possibili conseguenze politiche se non si raggiungessero le maggioranze qualificate. È plausibile che il tema apra un dibattito trasversale sul valore dei simboli e sulla loro collocazione giuridica, con possibili richieste di approfondimento tecnico-giuridico da parte di vari gruppi parlamentari.

La proposta è stata presentata in un contesto politico in cui i simboli nazionali rappresentano spesso oggetto di discorsi identitari. Oltre alla posizione di Fratelli d'Italia, resta da vedere se la maggioranza relativa dei gruppi senatorii sosterrà il testo o se nasceranno emendamenti e richieste di riscrittura. Campione ha indicato fiducia nell'iter rapido, ma l'esame in commissione e l'eventuale calendario d'Aula determineranno i tempi effettivi.

La notizia, con le dichiarazioni della prima firmataria e l'assegnazione al relatore, è stata fornita dall'agenzia Dire in occasione della presentazione ufficiale del disegno di legge.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 giugno 2026

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