Legge elettorale: Vannacci risponde a Meloni, «Sulle preferenze tiri fuori gli attributi»

Il leader di Futuro Nazionale chiede a Meloni preferenze aperte e accusa il governo di promettere senza mantenere.

A cura di Redazione Redazione
30 giugno 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Legge elettorale: Vannacci risponde a Meloni, «Sulle preferenze tiri fuori gli attributi» -
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Il leader di Futuro Nazionale, il generale Roberto Vannacci, ha replicato via social alle dichiarazioni della premier Giorgia Meloni chiedendo una legge elettorale con preferenze vere e senza liste bloccate. "Presidente tiri fuori gli attributi", scrive Vannacci, sollecitando un segnale politico concreto sulla riforma.

Nella sua presa di posizione il generale ha chiesto che la legge preveda preferenze esplicite, "senza posizioni bloccate, senza parlamentari nominati, senza trucchi e unti dalle segreterie di partito". Per Vannacci si tratta di una richiesta di trasparenza democratica che, a suo avviso, non sarebbe ostacolata da fattori esterni ma dipenderebbe esclusivamente dalla volontà politica del governo.

Vannacci ha inoltre rimarcato promesse passate attribuite all'esecutivo: blocco navale, stop alle accise e il memorabile "è finita la pacchia" rivolto all'Unione Europea. "Parole forti. Promesse chiare. Risultati?", si legge nel post, dove l'ex generale accusa la leadership di non aver trasformato le affermazioni in provvedimenti concreti.

La replica segue le dichiarazioni della premier rilasciate nel programma televisivo "10 minuti" su Rete 4, durante le quali Meloni aveva definito Vannacci come parte dello schieramento che vorrebbe "solo distruggere". Il post del leader di Futuro Nazionale contesta questa lettura e ribadisce la natura della sua forza politica.

Contesto politico

Secondo Vannacci, Futuro Nazionale non nasce per demolire la destra, ma per rappresentare quegli italiani che chiedono più coerenza: una destra che non prometta battaglia per poi adeguarsi, una politica che parli di sovranità senza seguire "i diktat di Bruxelles". Il leader sottolinea che le alleanze si fanno in due e che non si può chiedere lealtà senza ascoltare proposte ed emendamenti portati da chi pretende maggiore coerenza nel centrodestra.

Nel post si fa anche riferimento al voto di fiducia: Vannacci afferma che il gruppo "non vota contro per distruggere" ma "secondo coscienza, secondo programma, secondo mandato popolare". Questa formulazione mette in luce un possibile attrito interno sulla gestione della maggioranza e sulle condizioni per l'appoggio parlamentare.

L'intervento pubblico del generale rievoca dunque un confronto aperto fra una formazione periferica del centrodestra e la leadership di governo, con richieste concrete sulla riforma elettorale che potrebbero riaccendere il dibattito sulla composizione delle liste e sul rapporto fra segreterie di partito e elettori. Per Vannacci la modifica alle preferenze è una misura che "non costa un euro" e che dipende soltanto dalla volontà politica.

La nota è stata diffusa dall'agenzia Dire e riprende le frasi postate dal leader di Futuro Nazionale, segnando una nuova tappa nella tensione interna al centrodestra sulle questioni di metodo e contenuto della riforma elettorale. Il nodo delle preferenze resta al centro del confronto politico e potrebbe influenzare i prossimi passaggi parlamentari.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 30 giugno 2026

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