Livolsi: «Italia, il Paese delle riforme sempre annunciate»; Bruxelles chiede interventi su lavoro, imprese e conti
Il professor Ubaldo Livolsi commenta le raccomandazioni Ue: nodi irrisolti su tassazione del lavoro, produttività, energia, sanità e patrimonio immobiliare.
La Commissione europea ha pubblicato all'inizio del mese le proprie raccomandazioni per l'Italia, e per Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A., il quadro che emerge è ripetitivo: "molte delle questioni evidenziate sono sostanzialmente le stesse da anni". Il chi (Bruxelles), il cosa (raccomandazioni su nodi strutturali), il quando (inizio del mese) e il dove (Italia) sono chiari; resta aperto il perché le indicazioni non si traducono in riforme durature.
Raccomandazioni principali della Commissione
La Commissione richiama l'attenzione su alcune aree considerate critiche: pressione fiscale sul lavoro, produttività, dimensione delle imprese, dinamica salariale, costi dell'energia, sostenibilità della sanità, aggiornamento dei valori catastali e equilibrio dei conti pubblici. Secondo Livolsi, Bruxelles segnala in particolare l'eccessivo peso della tassazione sui salari e la frammentazione del tessuto produttivo, con prevalenza di piccole imprese che ostacolano investimenti, innovazione e managerializzazione.
Sul tema energia, le raccomandazioni privilegiano interventi temporanei e mirati per le famiglie più vulnerabili e le imprese maggiormente esposte al caro luce e gas, evitando misure generalizzate e costose. In ambito sanità, la Commissione evidenzia i rischi legati all'invecchiamento della popolazione, alla carenza di personale e alle lunghe liste d'attesa, sottolineando la necessità di rafforzare l'assistenza territoriale.
La questione del patrimonio immobiliare e dell'aggiornamento dei valori catastali ritorna nel dibattito pubblico: la Commissione invita a trovare soluzioni condivise, ma Livolsi osserva che il tema è politico e ricorrente, senza che si raggiunga una decisione duratura.
Il nodo della trasformazione delle diagnosi in decisioni
Per Livolsi la difficoltà principale non è la mancanza di diagnosi ma la capacità di tradurre analisi in riforme sostenibili. Ogni intervento strutturale comporta una distribuzione asimmetrica di costi e benefici: i vantaggi si manifestano nel medio-lungo periodo, mentre i costi politici e sociali sono immediati. Questa dinamica rende spesso il rinvio più conveniente per i decisori.
Il professore evidenzia anche l'importanza di mobilitare il risparmio privato verso investimenti produttivi e innovazione: una persistente difficoltà italiana riguarda la conversione dell'accumulazione finanziaria in impieghi che sostengano crescita e competitività.
Implicazioni per politica e imprese
La replica di Livolsi alle raccomandazioni Ue pone un problema pratico per Governo, istituzioni e imprese: come costruire la continuità politica necessaria per affrontare riforme che richiedono tempo e resistenza agli interessi immediati. Senza scelte sostenute nel tempo, avverte l'analista, la competitività nazionale rischia di restare affidata alla qualità delle idee anziché alla loro attuazione.
Le raccomandazioni della Commissione e il commento di Livolsi rilanciano il dibattito pubblico su priorità e strumenti: dalla revisione della pressione fiscale sul lavoro a politiche industriali che favoriscano aggregazioni e scale aziendali, fino a interventi mirati per energia e sanità. La sfida indicata è chiara: trasformare i problemi noti in riforme durature senza cedere alla tentazione del rinvio.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 17 giugno 2026