Meloni al vertice E5 a Berlino: rafforzare la componente europea della NATO, sostegno a Kiev e disponibilità sullo Stretto di Hormuz
Al summit E5 la premier chiede una difesa europea più solida, ribadisce il supporto all'Ucraina e offre l'impegno italiano per la sicurezza delle rotte marittime.
Roma, Berlino — Al vertice dei leader E5 a Berlino, a cui hanno partecipato Fridrich Merz, Emmanuel Macron, Keir Starmer, Donald Tusk e la premier Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio ha posto al centro la necessità di una componente europea più solida della NATO, il sostegno continuato a Kiev e la disponibilità italiana a contribuire alla sicurezza delle rotte marittime, in particolare dello Stretto di Hormuz.
Rafforzare la componente europea della NATO
Meloni ha sottolineato che l'Europa deve «assumersi le proprie responsabilità in termini di difesa e di **sicurezza»», lavorando per una componente europea che sia complementare alla colonna americana. Ha richiamato la necessità di valorizzare le eccellenze europee e di incentivare la nascita di una robusta base industriale comune, con l'obiettivo di rendere gli investimenti più efficaci e di provare a guidare l'innovazione, anziché inseguirla.
Impegni sulla resilienza e sicurezza strategica
Richiamando gli impegni assunti dagli Stati membri della NATO l'anno scorso all'Aia, Meloni ha ampliato la definizione di sicurezza ad una dimensione multidimensionale: protezione delle infrastrutture critiche, garanzia dell'approvvigionamento energetico, difesa dei dati di famiglie e imprese dagli attacchi cyber, capacità di risposta alle emergenze e protezione dei confini. Queste priorità, ha detto la premier, servono a mettere al riparo l'Occidente da rischi sistemici in un mondo sempre più instabile e competitivo.
Tra i punti illustrati al vertice, Meloni ha insistito sulla necessità di rendere ogni investimento di difesa «il più concreto possibile» e di adottare un approccio che guardi a tutti i fronti dell'Alleanza per tutelare libertà e sovranità.
Sostegno a Kiev fino a una pace giusta e duratura
Sull'Ucraina, la premier ha ribadito il «nostro impegno per una **pace giusta e duratura»», condizionata a garanzie di sicurezza efficaci per la nazione aggredita. Meloni ha affermato che nulla di tutto ciò sarà possibile senza continuare a sostenere Kiev fino al raggiungimento di una soluzione stabile. L'Italia, ha ricordato, è particolarmente impegnata nei capitoli della protezione delle infrastrutture critiche e della resilienza energetica, temi recentemente richiamati anche dal presidente Zelensky nel contesto del G7 e del Consiglio Europeo.
Medio Oriente: memorandum Usa-Iran, dossier nucleare e Stretto di Hormuz
Commentando la firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, Meloni lo ha definito «un segnale molto positivo», ma ha avvertito come il contesto rimanga precario e richieda sforzi per consolidare la stabilità. Ha indicato come centrali il dossier nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime connessa alla libertà di navigazione.
Lo Stretto di Hormuz è stato definito una «priorità strategica per tutti»: l'Italia ha già offerto la propria disponibilità a dare una mano, pur precisando che ogni eventuale intervento sarebbe subordinato alle autorizzazioni necessarie.
In tutto il discorso Meloni ha insistito sul valore del legame transatlantico, definito «uno dei pilastri costitutivi dell'unità dell'Occidente», e ha assicurato che l'Italia «farà la propria parte» nelle decisioni e negli appuntamenti futuri dell'Alleanza.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 24 giugno 2026