Meloni: «Infrangere il tabù di un presidente di destra». Su Vannacci: «Nessuna differenza con la sinistra»

Ai microfoni di '10 minuti' su Rete 4 la premier solleva il tema del Quirinale di destra, attacca Vannacci e parla di immigrazione, lavoro e rapporti internazionali.

A cura di Redazione Redazione
30 giugno 2026 09:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Meloni: «Infrangere il tabù di un presidente di destra». Su Vannacci: «Nessuna differenza con la sinistra» -
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La premier Giorgia Meloni, intervenuta il 29 giugno 2026 ai microfoni di «10 minuti» su Rete 4 con Nicola Porro, ha messo al centro dell'intervento l'idea di infrangere un tabù politico: la possibilità che il prossimo Presidente della Repubblica non sia di sinistra. «È vero che per un certo establishment è ‘orribile’ la possibilità che ci sia un presidente della Repubblica non di sinistra. Ma le cose possono cambiare e lo dimostrerebbe infrangere anche questo tabù», ha detto, sottolineando che chi non è di sinistra «non è figlio di un dio minore». L'intervento è stato rilanciato dalla stessa premier via social subito dopo l'intervista.

Nel colloquio Meloni ha affrontato anche il tema dei rapporti con forze politiche più radicali: parlando del leader di Futuro Nazionale, Vannacci, ha affermato che «non mi pare ci sia differenza tra Vannacci e altri partiti di sinistra, votano contro il governo e vogliono mandarci a casa». Ha rimarcato la difficoltà di costruire accordi con chi, a suo avviso, cerca soltanto di «distruggere». Queste parole rientrano nella linea politica della premier di distinguere tra collaborazione istituzionale e comportamenti d'opposizione che ostacolino l'azione di governo.

Sui temi dell'immigrazione Meloni ha parlato di rimpatri descrivendoli come «rimpatri volontari assistiti che già facciamo». Ha posto l'accento su un presunto cambiamento di approccio europeo ai rimpatri da quando governa la sua coalizione: «Si può dire che in Europa sui rimpatri c'è stato un cambio di marcia da quando ci siamo noi?», ha detto, suggerendo un cambiamento di politica rispetto al passato.

Riguardo alla legge elettorale la premier ha sostenuto che il provvedimento «non favorisce nessuno tranne gli italiani» e ha interpretato l'opposizione al testo come una reazione di chi «ha governato senza aver vinto le elezioni». In materia di lavoro, Meloni ha ribadito l'impegno del suo esecutivo per i diritti dei lavoratori, affermando che «il salario giusto stabilisce che nessun lavoratore venga pagato meno di quanto previsto dai contratti nazionali» e definendo la misura «più liberale e più efficace del salario minimo».

Politica estera e sicurezza

Sulla scena internazionale la premier ha risposto alle critiche relative all'atteggiamento dell'Italia: «Non sono antiamericana oggi, non ero inginocchiata ieri. Credo che l'Occidente è più forte se unito e l'Italia più forte se in Occidente», ha dichiarato, ponendo l'accento su una posizione atlantista. Su un passaggio delle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Rutte, relativo ai voli dalle basi Usa in Italia verso l'Iran, Meloni ha osservato che «quei voli rientrano nelle normali attività previste in Italia ed è più basso rispetto al passato» e ha definito l'affermazione di Rutte «un po' approssimativa», invitando a cautela nell'interpretazione dei dati.

Sempre sul piano dei rapporti bilaterali la premier ha definito il confronto con il presidente francese Emmanuel Macron «franco» e di sostanziale normalità: «Con Macron non abbiamo mai litigato. È un rapporto franco, a volte siamo d'accordo altre no ma è stato un buon vertice», ha detto, segnalando una gestione pragmaticamente diplomatica delle relazioni con Parigi.

A chiudere l'intervista, un passaggio personale: Meloni ha detto che ciò che le manca di più da quando è presidente del Consiglio è poter passeggiare per strada senza essere riconosciuta. La dichiarazione ha offerto una nota di quotidianità dopo i passaggi più politici dell'intervista.

Le dichiarazioni sono tratte dall'intervista andata in onda su Rete 4 e ripresa dall'Agenzia Dire; il contenuto qui riportato privilegia le citazioni dirette e le osservazioni della premier, collocate nel contesto dei temi di politica interna ed estera trattati durante il programma.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 30 giugno 2026

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