Ottant'anni dell'Assemblea Costituente: Mattarella ricorda 'volto di donne e uomini liberi'

Standing ovation alla Camera per il discorso di Mattarella sugli 80 anni della Costituente: radici antifasciste, sacrifici e metodo consensuale.

A cura di Redazione Redazione
25 giugno 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ottant'anni dell'Assemblea Costituente: Mattarella ricorda 'volto di donne e uomini liberi' -
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Standing ovation in Aula alla Camera ha accompagnato il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell'ottantesimo anniversario della prima seduta dell'Assemblea Costituente. Alla cerimonia erano presenti i Presidenti delle Camere, il Presidente del Consiglio e il Presidente della Corte costituzionale: il Capo dello Stato ha richiamato le radici antifasciste, sovrane e pluraliste della Repubblica.

Mattarella ha ringraziato i Presidenti delle Camere per l'iniziativa di rendere onore ai costituenti e ha sottolineato il ruolo delle 'madri e dei padri della Costituzione' nell'assicurare la libertà e l'indipendenza dell'ordinamento repubblicano. 'Il percorso, il progresso che l'Italia repubblicana ha compiuto in questi decenni è motivo di orgoglio', ha affermato il Presidente, evocando la saggezza e la lungimiranza che guidarono la svolta costituzionale.

Il richiamo ai sacrifici della guerra e alla sovranità della Costituente

Nel suo intervento Mattarella ha richiamato l'alto prezzo pagato dal popolo italiano per riconquistare la sovranità e il diritto di disporre della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra. Ha citato i partigiani, le popolazioni vittime delle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, gli oltre 600.000 internati in Germania, gli ebrei italiani deportati e i combattenti della Brigata Ebraica come protagonisti del movimento che rese possibile un'Assemblea Costituente sovrana.

Il Presidente ha tracciato una netta distinzione tra la nuova classe dirigente post-bellica e le vecchie istituzioni monarchiche, evidenziando l'inettitudine della monarchia e il rischio che questa comportò per l'unità nazionale. Ha ricordato che il Governo Militare Alleato dovette interloquire con i rappresentanti che emergettero dal cambiamento politico, sottraendo l'Italia alla possibile spartizione territoriale tra potenze straniere.

Metodo consensuale e patrimonio costituzionale

Mattarella ha respinto l'etichetta del testo costituzionale come mero 'compromesso deteriore', definendo invece lo sforzo costituente come la massima espressione di una democrazia basata sul dialogo tra partiti e sulle diverse visioni del Novecento. Ha citato il principio che si è affermato nel sentire collettivo: 'La Repubblica è di tutti', e ha definito il metodo consensuale come un 'sapiente indirizzo' per equilibrare i diritti dei cittadini e quelli della comunità.

Nel richiamare le parole dei padri fondatori, Mattarella ha ricordato l'invito di Giuseppe Saragat a fare della Repubblica un 'volto umano' e il messaggio di Umberto Terracini che definì la Carta come un 'solenne patto di amicizia e fraternità' dell'intero popolo italiano. Il Presidente ha chiuso il suo intervento richiamando il volto e l'anima consegnati dalla Costituzione, frutto di un'assemblea di donne e uomini liberi, con l'auspicio finale 'Viva la Repubblica, viva la Costituzione'.

L'intervento si è concluso tra lunghe ovazioni e un'intensa commozione: l'intera Aula in piedi ha tributato al Presidente un applauso di circa due minuti, mentre Mattarella ha più volte portato la mano al cuore in segno di riconoscenza e memoria.

Fact Check

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Verificato il: 25 giugno 2026

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