Ponte sullo Stretto: la pagina social accusa Bonelli di inesattezze tecniche e amministrative

Un post della pagina 'Ponte sullo Stretto di Messina' contesta le affermazioni dell'on. Bonelli su terminologia, sismicità e iter burocratico, chiedendo più spazio agli esperti.

11 giugno 2026 11:23
Ponte sullo Stretto: la pagina social accusa Bonelli di inesattezze tecniche e amministrative - Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina/ La7
Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina/ La7
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La pagina social Ponte sullo Stretto di Messina ha pubblicato un post che accusa l'onorevole Bonelli di continuare a diffondere affermazioni errate sul progetto del ponte, sia in televisione sia in Parlamento. Il messaggio sostiene che l'esponente politico mancherebbe di competenze tecniche specifiche e che le sue osservazioni avrebbero ripercussioni sul dibattito pubblico.

Dettaglio delle accuse

  • Secondo il post, Bonelli utilizzerebbe termini tecnici in modo improprio, ad esempio chiamando "pilastro" una torre o "planimetria" una sezione geologica, segno, a detta della pagina, di scarsa familiarità con la materia.

  • La pagina contesta anche le affermazioni di Bonelli sulla sismicità, sostenendo che le faglie attive menzionate non avrebbero prodotto scosse significative negli ultimi milioni di anni.

  • Sul piano amministrativo si afferma che non esisterebbe alcun obbligo normativo di un secondo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, contraddicendo una delle presunte argomentazioni avanzate dall'onorevole.

  • Viene inoltre criticato l'approccio ideologico di Bonelli su altri temi tecnici, come il nucleare, ricordando una presunta smentita del divulgatore Luca Romano e una successiva querela senza esito favorevole, secondo la pagina.

La pagina porta anche un argomento di carattere tecnico-generalista: i ponti sospesi di grande luce sarebbero progettati per resistere a eventi sismici estremi, e perciò esisterebbero numerosi esempi mondiali in zone ad elevata sismicità, circostanza usata per minimizzare il rischio geologico evidenziato da Bonelli.

Sul fronte amministrativo, il post insiste che l'asserita necessità di un secondo parere del Consiglio Superiore non sarebbe prevista dalla normativa vigente; la pagina invita quindi a una verifica delle procedure burocratiche e regolamentari che regolano il progetto.

La stessa comunicazione stigmatizza come grave l'eventualità di insinuare che gruppi di ingegneri di primarie società (citati nel post: WeBuild, IHI, COWI, Parsons, Sacyr) abbiano firmato un progetto pericoloso, un'accusa che, secondo la pagina, mette a rischio la reputazione dei professionisti e la percezione della sicurezza dell'opera.

Il post sollecita inoltre che, nelle trasmissioni televisive e nel dibattito pubblico, si dia più spazio agli esperti che hanno effettivamente progettato o studiato l'opera, criticando l'invito ricorrente di opinionisti e tecnici senza esperienza specifica nel settore — nel testo vengono citati i nomi di Mario Tozzi e Risitano, definiti privi di competenze settoriali e ritenuti "smentiti" su più punti.

Va precisato che quanto riportato proviene dal post della pagina social e costituisce la versione dei fatti esposta da quella fonte: il testo non riporta una replica diretta dell'onorevole Bonelli né documentazione normativa o pareri tecnici allegati al post. Per una verifica completa sarebbe necessario acquisire le dichiarazioni ufficiali di Bonelli, consultare la normativa sul ruolo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e, se del caso, interpellare i progettisti citati.

La vicenda solleva questioni di interesse pubblico sul rapporto tra competenza tecnica e comunicazione politica: il dibattito, secondo la pagina, dovrebbe privilegiare voci tecniche autorevoli per non confondere la discussione su un'infrastruttura che tocca aspetti di sicurezza e procedure amministrative.

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