Ponte sullo Stretto: tre indagati per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio
La Procura di Roma indaga ex giudice della Corte dei Conti, un avvocato e un imprenditore per aver tentato di condizionare l'esame sul progetto definitivo.
Tre persone sono state indagate dalla Procura di Roma nell'ambito delle indagini sul progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. I reati contestati, in concorso, sono corruzione e rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio, con ipotesi di condotte volte a condizionare l'esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo.
I nomi iscritti nel fascicolo sono S.G., avvocato 71enne originario della provincia di Reggio Calabria e già componente del CdA di "Stretto di Messina Spa"; V.V., imprenditore 65enne di Reggio Calabria residente a Roma; e M.T., 70enne ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, andato in quiescenza lo scorso febbraio. La Procura ha delegato il ROS dei Carabinieri all'esecuzione di decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti dei tre.
Secondo gli accertamenti preliminari, l'avvocato e l'imprenditore avrebbero cercato di avvicinare il magistrato contabile promettendo il loro appoggio per l'assegnazione di incarichi in enti pubblici dopo il suo pensionamento, subordinando tale supporto alla sua azione favorevole agli interessi della società promotrice dell'opera. Sempre in questa cornice, i due indagati avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili per la realizzazione del progetto e avrebbero divulgato a terzi informazioni coperte da segreto.
Dal canto suo, il magistrato contabile sotto inchiesta avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull'andamento della procedura condotta dalla Corte, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di Consiglio in adunanza plenaria. Gli atti d'indagine riferiscono inoltre che il magistrato avrebbe esaminato una decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025 e si sarebbe offerto di predisporre una memoria da consegnare al commercialista della società, manifestando in cambio l'interesse a ricoprire la presidenza dell'Antitrust o di una società partecipata.
Le perquisizioni, eseguite nelle province di Roma, Reggio Calabria e Frosinone, hanno portato al rinvenimento e al sequestro di numerosi dispositivi elettronici e documenti che saranno sottoposti ad analisi tecniche per verificarne la rilevanza probatoria rispetto alle ipotesi di reato. La Procura precisa che le indagini sono nella fase preliminare e che gli accertamenti proseguono.
La vicenda solleva questioni sull'integrità delle procedure amministrative e giudiziarie connesse a opere pubbliche di grande rilevanza nazionale. Al momento non risultano misure cautelari restrittive né condanne definitive; ogni responsabilità dovrà essere accertata nel corso dell'istruttoria e, eventualmente, del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
Fact Check
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Verificato il: 09 giugno 2026