Senato in tensione: approvato il ddl Valditara, sfiorata rissa tra Sensi e il ministro

Il Senato approva il provvedimento sull'educazione sessuo-affettiva: scontro verbale tra Sensi e Valditara e accuse del centrosinistra alla maggioranza.

A cura di Redazione Redazione
04 giugno 2026 17:21
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Senato in tensione: approvato il ddl Valditara, sfiorata rissa tra Sensi e il ministro -
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Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge Valditara sull'educazione sessuo-affettiva, trasformando la seduta in una vera e propria polveriera. Il testo introduce il divieto di insegnamento nelle scuole dell'infanzia e primarie e subordina i progetti nelle secondarie al consenso informato delle famiglie, provocando accuse del centrosinistra secondo cui la maggioranza avrebbe ceduto alle pressioni dei movimenti Pro-Life.

Il caso Sensi e la seduta ad alta tensione

Nel corso del voto finale si è registrato uno scontro ravvicinato tra il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi. Secondo il racconto di Sensi, riportato ai microfoni di Rai Radio1, «oggi stavamo venendo alle mani col ministro Valditara»: dopo aver richiamato il ministro perché tornasse al tavolo del governo, Sensi sostiene di essere stato insultato e apostrofato con l'invito a «portargli rispetto». La scena, raccontata come uno scontro furioso nei banchi del governo, ha alzato il livello dello scontro politico in Aula.

La capogruppo Pd in Commissione Istruzione, Cecilia D'Elia, ha definito la scelta di approvare il ddl come una grave responsabilità della maggioranza. Nella sua dichiarazione di voto D'Elia ha accusato la maggioranza di aver tradito l'impegno preso in precedenza per introdurre progetti seri di educazione sessuo-affettiva, sottolineando che la legge rende l'educazione un'opzione etica subordinata alle famiglie invece che un diritto educativo universale. A suo avviso, questo meccanismo di consenso preventivo rischia di minare il clima di fiducia tra scuola e famiglie e di lasciare i giovani senza strumenti contro la violenza di genere.

Altri esponenti dem hanno parlato di un testo che riporta il Paese indietro. Il responsabile Diritti del Pd, Alessandro Zan, ha definito il provvedimento una «legge vergogna», accusando la destra di soffiare sul tema del gender e di isolare i ragazzi da strumenti di informazione corretta. La senatrice Valeria Valente ha sottolineato il paradosso di affidare esclusivamente alla famiglia la scelta educativa, ricordando come proprio nelle famiglie possano annidarsi pratiche e stereotipi che alimentano la disuguaglianza di genere e la violenza.

La maggioranza, purtroppo, ha invece motivato la scelta come rispetto della sfera familiare e della libertà educativa. Il clima in Aula, segnato dall'assenza di parte dei banchi del governo in alcuni momenti e dalle parole dure scambiate tra i protagonisti, riflette la profondità della frattura: da una parte chi chiede l'estensione degli strumenti di prevenzione nelle scuole, dall'altra chi preferisce mettere il genitore al centro della decisione didattica.

Le reazioni pubbliche già annunciate dai gruppi parlamentari e dalle associazioni della società civile promettono nuove battaglie politiche e mediatiche. Sul piano pratico resta da vedere come il consenso familiare richiesto dal testo sarà applicato nelle scuole secondarie e quale impatto avrà sui progetti educativi locali: istituti e insegnanti potrebbero trovarsi a mediare tra diritto all'istruzione, richieste delle famiglie e indicazioni del ministero.

Il voto al Senato segna quindi l'avvio di una nuova fase della discussione pubblica sull'educazione sessuale in Italia, tra accuse di oscurantismo da parte del centrosinistra e difesa dell'autonomia educativa da parte della maggioranza. La portata del provvedimento e lo scontro in aula evidenziano come il tema resti centrale nel dibattito su prevenzione, tutela dei minori e politiche di contrasto alla violenza di genere.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 04 giugno 2026

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