Stretta sul credito: l’analisi Lapam mette in luce i rischi per le PMI italiane
Lapam e Banca d'Italia fotografano una selettività crescente delle banche: conseguenze maggiori per le piccole imprese e spinta verso fonti alternative.
Le imprese italiane segnano una stretta nell'accesso al credito che pesa soprattutto sulle PMI. Secondo un'analisi diffusa da Lapam, le banche e gli istituti finanziari adottano criteri di erogazione sempre più selettivi, con richieste di garanzie aggiuntive, tassi più elevati rispetto al periodo pre-restrizione monetaria e tempi di istruttoria più lunghi. Il risultato è una riduzione degli importi concessi e, in casi estremi, esiti negativi per l'accesso al finanziamento.
I dati di Lapam e Banca d'Italia
L'analisi di Lapam evidenzia che una quota significativa di aziende registra un peggioramento delle condizioni di credito rispetto agli anni precedenti: maggior attenzione al profilo di rischio e necessità di garanzie sono tra i fattori principali. La fotografia trova conferma nel Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia di aprile 2026, che segnala come la ripresa dei prestiti nei primi mesi del 2026 sia stata trainata soprattutto dalle imprese di maggiori dimensioni. Per le realtà più piccole, l'aumento del credito ha riguardato prevalentemente le aziende finanziariamente più solide, mentre le PMI continuano a registrare difficoltà di accesso.
La Banca d'Italia stima inoltre che, in uno scenario avverso, la quota di debito attribuibile alle imprese vulnerabili potrebbe salire fino al 40%, con impatti particolarmente rilevanti per il tessuto produttivo delle PMI.
Le alternative all'accesso al credito per le PMI
Di fronte alla stretta bancaria, le imprese sono spinte a diversificare le fonti di finanziamento. Tra le risposte emergono bandi regionali, fondi europei e altri strumenti di agevolazione pubblica, insieme a una crescente domanda di consulenze specializzate per l'individuazione di incentivi. Sul mercato si segnala il ricorso a società di consulenza strategica e finanziaria che aiutano le imprese a orientarsi tra le opportunità disponibili.
Nel complesso, il quadro tracciato da Lapam e dalla Banca d'Italia indica che il credito bancario resta centrale ma non più sufficiente per molte PMI: cresce la ricerca di percorsi alternativi, dalla finanza alternativa alle agevolazioni pubbliche, fino all'assistenza professionale per la gestione dei progetti e dei bandi.
Per le associazioni di categoria, Lapam in testa, la situazione richiede una riflessione strutturale sul rapporto tra banche e PMI. L'obiettivo indicato è evitare che la stretta sul credito si traduca in un freno permanente alla crescita del sistema produttivo italiano, con possibili conseguenze negative su occupazione e capacità competitiva.
Il dossier resta aperto per il legislatore e il sistema bancario: la richiesta delle imprese è che si valutino misure correttive e strumenti di policy in grado di supportare le PMI, riducendo il rischio che la selettività del credito si trasformi in un ostacolo strutturale alla crescita economica.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 23 giugno 2026