Turismo da record ma vacanze più care: al Cnpr forum focus su inflazione, balneare e misure per le famiglie
Al forum Cnpr esperti e politici: turismo in ripresa, ma rincari energetici e incertezza sulle concessioni gravano su famiglie e operatori.
L’Italia è tornata a essere centrale nel turismo mondiale, ma gli italiani pagano vacanze sempre più care. Al forum organizzato dalla Cnpr a Napoli, esperti, politici e professionisti hanno messo in luce il paradosso di un settore in crescita che però affronta rincari, incertezza normativa e perdite di potere d’acquisto per le famiglie.
Interventi al Cnpr forum
Fabrizio Sala (Forza Italia) ha sottolineato la necessità di una pianificazione seria nel settore balneare: serve diversificazione dell’offerta, investimenti nella formazione e misure sul costo del lavoro per liberare risorse verso le categorie in difficoltà. Sala ha chiesto offerte multilivello «per offrire tutto a tutti» e ha definito l’inflazione attuale come gestibile grazie alle azioni del governo, pur richiedendo ulteriori interventi.
Antonio Misiani (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, ha collegato l’aumento dei prezzi all’instabilità geopolitica: la tregua tra Iran e Usa può alleggerire la pressione sui prezzi di gas e petrolio, ma l’inflazione rimane attorno al 3% in Italia e sta erodendo il potere d’acquisto — secondo Misiani i salari reali risultano oggi inferiori di circa otto punti rispetto al 2021.
Luciano Ciocchetti (FdI) ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze della direttiva Bolkenstein per gli stabilimenti balneari: l’incertezza sulle concessioni frena gli investimenti. Proposte chiave sono bandi pluriennali, gestioni di almeno 20 anni e semplificazione burocratica, oltre all’incremento degli incentivi negli strumenti come le Zes per il Mezzogiorno.
Luigi Nave (M5S) ha definito il «caro prezzi» un problema sia congiunturale sia strutturale. Ha indicato quattro priorità: tutela del reddito familiare (con aiuti sulle bollette per i redditi bassi e medi), rilancio delle Pmi, controllo del mercato contro pratiche scorrette e misure mirate per la trasparenza dei prezzi.
Sabatino Broccolini, commercialista e revisore, ha evidenziato l’impatto diretto sui consumatori e sugli operatori: secondo una ricerca Altroconsumo, il costo di una giornata in spiaggia con ombrellone e lettini è aumentato del 24% rispetto al 2021. I gestori parlano di un calo delle prenotazioni e temono che il turismo balneare stia diventando «un lusso per pochi».
Paolo Longoni (Istituto nazionale Esperti contabili) ha puntualizzato la differenza tra inflazione reale e inflazione percepita: shock dell’offerta dovuti alla crisi energetica, carenza di personale qualificato e aumento dei costi delle materie prime si sommano alla perdita di valore dei salari, amplificando la percezione del rincaro e erodendo i risparmi destinati al tempo libero.
Il forum della Cnpr ha dunque disegnato uno scenario in cui il ritorno ai flussi turistici internazionali convive con pressioni sui prezzi e fragilità strutturali del mercato italiano. Le proposte emerse vanno dalla riforma delle concessioni balneari alla tutela del potere d’acquisto, passando per incentivi alle imprese e misure di governance per prevenire pratiche speculative.
Resta aperta la sfida di trasformare le proposte in politiche efficaci: il successo del comparto dipenderà dalla capacità delle istituzioni di coordinare interventi su lavoro, fiscalità, regolazione delle concessioni e misure di contenimento dei costi energetici, in un contesto internazionale ancora soggetto a tensioni e incertezze.
Fact Check
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Verificato il: 22 giugno 2026