A 25 anni dal G8, a piazza Alimonda si rinnova il ricordo di Carlo Giuliani
Commemorazione oggi a Genova: la targa sovrascritta e il ricordo del manifestante ucciso il 20 luglio 2001, a venticinque anni dal vertice.
Oggi a Genova, in piazza Alimonda, si è rinnovato il ricordo di Carlo Giuliani, il manifestante ucciso il 20 luglio 2001 durante il G8. La cerimonia segna il venticinquesimo anniversario del vertice e ha visto, come ogni anno, un gesto simbolico: la targa in marmo della piazza è stata sovrascritta a mano da un giovane con la dicitura 'Carlo Giuliani ragazzo'.
Il momento della commemorazione è stato rilanciato sui social: in un post video si legge il messaggio '25 anni dopo a Genova. Carlo Giuliani è vivo e lotta ancora insieme a noi', sottolineando come la vicenda resti al centro della memoria pubblica. I giorni del summit del 2001 furono segnati da scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, con 606 feriti e le violenze accertate nella scuola Diaz.
Chi era Carlo Giuliani
Carlo era figlio di Giuliano Giuliani, ex sindacalista della Cgil, e di Adelaide Cristina (Heidi) Gaggio, poi senatrice della Repubblica. Cresciuto a Genova, si era iscritto alla facoltà di Storia all'Università di Genova dopo il diploma al liceo scientifico ed era descritto dalla famiglia come impegnato nel sociale e non appartenente a organizzazioni armate o strutture partitiche.
La dinamica della morte fu documentata in modo esteso: la morte avvenne intorno alle 17:27 in piazza Alimonda durante gli scontri con reparti dei Carabinieri. Giuliani fu ritratto mentre, a volto coperto, sollevava un estintore vicino a un Land Rover Defender dei Carabinieri bloccato; dal mezzo vennero esplosi due colpi di pistola dal carabiniere ausiliario Mario Placanica, e Giuliani fu colpito al volto. Il veicolo lo sorpassò poi due volte durante la manovra di allontanamento.
Sotto il profilo giudiziario, la magistratura italiana ha archiviato il procedimento a carico di Placanica, ritenendo l'uso delle armi legittimo e riconoscendo la legittima difesa a tutela della propria incolumità. Nel 2011 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha validato in via definitiva la ricostruzione processuale, assolvendo lo Stato italiano da responsabilità dirette per la morte, ma muovendo critiche sulla pianificazione della sicurezza e la gestione dell'ordine pubblico durante il summit.
La commemorazione odierna a piazza Alimonda si aggiunge alle iniziative che ogni anno ricordano la vicenda, mentre il caso resta oggetto di memoria civile e dibattito sul bilancio delle responsabilità durante il G8 del 2001. Il gesto della sovrascrittura della targa è stato interpretato dai partecipanti come un richiamo alla memoria collettiva e alla necessità di non dimenticare quegli eventi.
Fact Check
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Verificato il: 20 luglio 2026