A Bologna insulti e minacce di morte al sindaco Lepore: denunciati alcuni hater dopo i disordini per la morte di Abderrahim Fakir

Dopo il post del 21 luglio oltre 17mila commenti: una decina di minacce segnalate in Questura e denuncia del sindaco per tutela personale e istituzionale.

A cura di Redazione Redazione
25 luglio 2026 15:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
A Bologna insulti e minacce di morte al sindaco Lepore: denunciati alcuni hater dopo i disordini per la morte di Abderrahim Fakir -
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Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha presentato denuncia in Questura per le minacce ricevute sui social dopo il suo post del 21 luglio sui disordini in centro legati alla morte di Abderrahim Fakir. Sul post istituzionale del primo cittadino si sono accumulati oltre 17.000 commenti, in gran parte critici, ma una decina di messaggi con contenuto minaccioso sono stati segnalati all'attenzione degli inquirenti.

Il messaggio pubblicato dal sindaco il 21 luglio distingueva tra due piazze, quella civile e solidale con la famiglia della vittima e quella in cui si sono verificate le violenze. Quelle parole hanno scatenato una serie di reazioni che vanno dagli insulti — "vergogna", "dimettiti", "fai schifo" — fino a epiteti più gravi come "criminale", "terrorista" e la frase ripetuta da alcuni utenti: "ti vogliamo come Fakir".

L'ufficio legale del Comune ha selezionato i messaggi più gravi e, come riportato da quotidiani locali, una decina di commenti con minacce di morte sono stati formalmente segnalati. Dopo la denuncia del sindaco, i messaggi sono ora al vaglio della Questura, che dovrà accertare l'eventuale configurabilità di reato e risalire agli autori.

Contesto e indagini

La vicenda si inserisce nel più ampio contesto delle proteste scoppiate dopo la morte di Abderrahim Fakir e dei disordini del 20 luglio in centro storico. Sul caso sono in corso accertamenti: il medico legale della Procura ha dichiarato che i risultati dell'autopsia sono condivisi con i periti e che sulle cause della morte «si deve ancora riflettere», mentre il legale degli agenti coinvolti ha affermato che gli stessi sono «dispiaciuti e sotto choc» ma che è stato rispettato il protocollo.

La reazione di massa sui social evidenzia la tensione civile e il ruolo dei canali digitali nella polarizzazione del dibattito pubblico: sebbene la maggior parte dei commenti sia critica, le autorità hanno concentrato l'attenzione solo su una piccola quota di messaggi che contengono minacce dirette. Gli inquirenti dovranno ora valutare elementi tecnici e probatori per identificare i responsabili e determinare eventuali responsabilità penali.

La vicenda riapre il tema della tutela della sicurezza dei rappresentanti istituzionali e del confine tra libertà di espressione e messaggi che configurano minaccia o istigazione. L'evoluzione delle indagini e le eventuali azioni giudiziarie nei confronti degli autori dei messaggi saranno seguite con attenzione dalla magistratura e dalle forze dell'ordine.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 25 luglio 2026

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