Attentato a Sigfrido Ranucci: Lavitola indagato per strage e associazione mafiosa
La Procura di Roma contesta a Valter Lavitola il ruolo di presunto mandante nell'attentato che ha distrutto l'auto del giornalista.
Valter Lavitola è stato formalmente indicato come indagato quale presunto mandante dell'attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, con l'attribuzione dei reati di strage e di associazione mafiosa. I fatti emergono dall'inchiesta della Procura di Roma che ha disposto accertamenti e perquisizioni nelle ultime ore.
Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, che su mandato dei pm della Procura di Roma hanno eseguito una perquisizione domiciliare a carico di Lavitola, sequestrando il suo telefono cellulare e il computer. Gli atti indicano elementi ritenuti significativi dagli inquirenti e la prosecuzione degli accertamenti tecnici sui dispositivi trovati.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Lavitola avrebbe svolto la funzione di tramite, parlando con un secondo soggetto indagato che a sua volta avrebbe ingaggiato un commando di quattro persone (già arrestate in giorni precedenti) per piazzare e far esplodere la bomba che ha distrutto l'auto del giornalista. Dai decreti di perquisizione emerge un dettaglio che gli inquirenti giudicano chiave: il presunto intermediario risulta dal 2017 come dipendente della società che gestisce il Cefalù Bistrò, il ristorante di Monteverde riconducibile a Lavitola.
Lo sconcerto di Ranucci
Il conducente di Report, Sigfrido Ranucci, si è detto "stordito e sconcertato" per il coinvolgimento di una persona che definisce da anni un amico. Ranucci ha spiegato di avere rapporti di frequentazione con Lavitola, con telefonate e messaggi settimanali o quotidiani, e di essersi sempre mostrato pubblicamente con lui nei locali. Ha ricordato inoltre di muoversi da anni sotto scorta e si è detto certo che Lavitola non avrebbe voluto fare del male né a lui né alla sua famiglia, ipotizzando che la bomba potesse essere un messaggio destinato a qualcun altro.
Il legame tra i due era già finito al centro di polemiche nel 2023, quando la pubblicazione di una foto che li ritraeva a cena insieme suscitò osservazioni in Commissione di Vigilanza Rai; in quell'occasione Ranucci aveva rivendicato con trasparenza il rapporto di amicizia.
Gli inquirenti mantengono l'attività investigativa in corso: il sequestro di strumenti informatici e telefonici si accompagna ad accertamenti patrimoniali e a verifiche sui contatti tra gli indagati. Al momento Lavitola è figura indiziata e la vicenda è oggetto di ulteriori sviluppi giudiziari; vige la presunzione di innocenza fino a eventuali determinazioni definitive dell'autorità giudiziaria.
La notizia è stata resa pubblica da fonti investigative e ripresa dall'Agenzia Dire; la vicenda continua a rappresentare un caso di rilievo per la sicurezza pubblica e per il panorama dell'informazione nazionale.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
- https://www.dire.it/07-07-2026/1253895-attentato-a-ranucci-contestato-a-lavitola-il-reato-di-strage/
Verificato il: 07 luglio 2026