Bce rialza i tassi: a Napoli confronto acceso su effetti per famiglie e Pmi

Al Cnpr forum a Napoli esperti e politici divisi: aumento dello 0,25% tra rischio per la classe media e scelta tecnica necessaria.

A cura di Redazione Redazione
13 luglio 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Bce rialza i tassi: a Napoli confronto acceso su effetti per famiglie e Pmi -
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La decisione della Bce di aumentare i tassi di interesse, con un incremento segnalato intorno allo 0,25%, è stata al centro del forum Cnpr a Napoli, dove politici, professionisti e rappresentanti delle casse previdenziali hanno valutato gli impatti su famiglie e imprese. I partecipanti hanno evidenziato rischi immediati sulla capacità di spesa delle famiglie e sulla liquidità delle piccole e medie imprese, sottolineando un possibile indebolimento della classe media.

Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia, ha avvertito che la stretta monetaria rischia di erodere la ricchezza reale e il potere d'acquisto delle famiglie e delle aziende, colpendo in modo particolare la classe media e le Pmi, che rappresentano l'ossatura produttiva del Paese. Cattaneo ha ricordato gli interventi del governo per contenere il caro energia e il taglio del cuneo fiscale, ma ha messo in guardia sul fatto che misure nazionali potrebbero non bastare a compensare l'effetto dei tassi.

Dal Partito Democratico Maria Cecilia Guerra ha descritto l'aumento come una scelta tecnica e prudente, sostenendo che la variazione dei tassi è stata minima e motivata dalla necessità di contrastare l'inflazione interna, soprattutto nei servizi. Guerra ha richiamato l'attenzione sulla compressione salariale in Italia, indicata circa 9 punti sotto i livelli pre-pandemici, e sui consumi già in rallentamento, con impatti marcati sulle famiglie più povere.

Per la Lega, Laura Cavandoli ha contestato la scelta della Bce definendola tecnicamente sbagliata quando le pressioni inflattive sono dovute a tensioni geopolitiche: l'aumento, ha detto, riduce il potere d'acquisto e la liquidità delle imprese senza offrire una risposta adeguata alle cause dell'inflazione. Cavandoli ha segnalato che altre banche centrali hanno seguito scelte diverse e ha richiamato il rischio di minori investimenti per le imprese.

Marco Grimaldi (Avs) ha invece puntato il dito contro le grandi corporazioni energetiche e le multi-utility, accusate di aver contribuito a erodere i salari. Per Grimaldi, si sta privilegiando un investimento sull'economia di guerra a discapito di politiche di sostegno ai consumi e agli investimenti necessari per la ripresa: senza i fondi del Pnrr, ha detto, il Paese sarebbe in una situazione vicina alla recessione dopo mesi di calo della produzione.

Dibattito e proposte

Dal punto di vista dei professionisti, Pasqua Borracci, commercialista e revisore, ha avvertito il rischio di effetti pesanti su famiglie e aziende: il maggiore costo del credito rende più onerosi prestiti e finanziamenti, frenando consumi e investimenti, con impatto rilevante sulle piccole imprese. Borracci ha chiesto che la politica monetaria sia accompagnata da interventi mirati a sostegno dell'economia reale.

Paolo Longoni, consigliere dell'Istituto nazionale Esperti contabili, ha indicato misure alternative per tutelare famiglie e imprese, tra cui un tetto ai tassi sul credito al consumo, interventi fiscali mirati, sgravi sui costi di produzione e politiche per sostenere domanda e offerta. Secondo Longoni, affidarsi esclusivamente alla leva monetaria può rallentare la crescita senza risolvere un'inflazione trainata dai costi energetici.

Nel corso del confronto sono stati citati strumenti già adottati dal governo per sostenere il sistema produttivo, come il Fondo di garanzia per le Pmi, la Nuova Sabatini e Transizione 5.0, oltre a misure a favore di lavoratori e datori di lavoro. Tuttavia i relatori hanno concordato che le banche stanno aumentando l'attenzione al merito creditizio e che le condizioni di accesso al credito potrebbero inasprirsi, riducendo la liquidità disponibile per nuovi investimenti.

Lo scenario delineato al forum segnala tre rischi immediati: riduzione dei consumi delle famiglie, compressione degli investimenti delle Pmi e possibile aumento delle insolvenze se la stretta sul credito dovesse protrarsi. I proponenti di misure alternative chiedono interventi fiscali e regolatori di accompagnamento per attenuare l'impatto sociale e produttivo della stretta monetaria, mentre chi sostiene la decisione della Bce ne sottolinea il carattere tecnico e la necessità di monitorare l'andamento dell'inflazione nei prossimi mesi.

La discussione al Cnpr forum mette così in evidenza l'urgenza di un coordinamento tra politica monetaria e politiche nazionali di sostegno all'economia per evitare che l'aumento dei tassi si traduca in una contrazione duratura di occupazione e crescita.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 13 luglio 2026

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