Beppe Grillo: «Il M5S ha perso la sua identità». Il fondatore chiede risposte e denuncia l'abbandono delle proposte originarie
Grillo rompe il silenzio sul blog: accusa il M5S di aver tradito le sue radici e solleva dubbi su lavoro, sanità, dati e partecipazione.
Beppe Grillo rompe il silenzio e accusa il MoVimento 5 Stelle di aver «perso la sua identità». In un lungo post pubblicato sul suo blog e rilanciato sui suoi profili social, il fondatore parla di una trasformazione che ha cancellato la diversità e il legame con il sentimento popolare da cui il Movimento era nato.
Grillo definisce la vicenda una «trasformazione antropologica» dei protagonisti: il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che finiscono per metabolizzare i palazzi e le logiche di potere. Secondo il suo post, il Movimento avrebbe smesso di ascoltare i cittadini che lo avevano creato, lasciando aperte domande a cui non sono seguite risposte.
Il fondatore ricorda proposte originarie ormai ridotte a slogan: «reddito di cittadinanza», limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica. Grillo contesta che molte di queste idee siano state trasformate in frasi da convegno, dimenticate «dopo il buffet», e denuncia un distacco tra le istanze popolari e l'azione politica concreta.
Le critiche su immigrazione, lavoro e tecnologia
Sull'immigrazione Grillo parla di un fenomeno sfruttato dalla politica: da un lato lo si grida come invasione, dall'altro lo si finge inesistente. Questo, scrive, lascia al centro i cittadini e gli immigrati, alimentando divisioni sociali e alimentando il terreno per risposte autoritarie.
Sull'innovazione e il lavoro solleva scenari di forte impatto: se una quota rilevante delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi beneficerà della ricchezza prodotta? Grillo chiede politiche sul reddito e sul lavoro, formazione adeguata e una proposta chiara per evitare la concentrazione di ricchezza in pochi proprietari di algoritmi.
Anche la sanità entra nelle sue preoccupazioni: l'uso dell'IA cambierà diagnostica, assistenza e ricerca, ma pone problemi su chi controllerà gli strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. Grillo avverte del rischio che la tecnologia serva a selezionare «chi è conveniente» più che a curare, richiamando il tema della tutela del diritto alla salute.
Il tema della privacy e del capitalismo della sorveglianza è centrale nel post: Grillo ricorda che società private conoscono comportamenti e spostamenti dei cittadini molto meglio dello Stato e chiede che i dati restino sotto il controllo dei loro titolari per migliorare servizi pubblici e sicurezza.
Sulla democrazia evidenzia una contraddizione: la rete potrebbe consentire partecipazione e controllo continui, ma nella pratica si continua a delegare decisioni a rappresentanti che finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza politica. La tecnologia, secondo Grillo, dovrebbe limitare il potere della delega più che eliminarne la funzione rappresentativa.
Nel finale del post Grillo ribadisce che il Movimento era nato per affrontare queste domande ma «ha cominciato a occuparsi di se stesso». Le questioni, sottolinea, «sono ancora fuori dai palazzi» e aspettano qualcuno che provi a darvi risposte concrete.
Il testo è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo e rilanciato sui suoi canali social; l'agenzia che ha ripreso e diffuso il contenuto è Agenzia Dire. Il tono del post resta critico ma rivolto soprattutto a sollecitare una presa di posizione interna e risposte programmatiche da parte del M5S.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
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Verificato il: 29 luglio 2026