Bologna: scorta al sindaco Lepore dopo minacce di morte online

La Prefettura dispone protezione per il primo cittadino dopo minacce sui social; la Guardia di Finanza lo accompagnerà negli spostamenti.

A cura di Redazione Redazione
26 luglio 2026 17:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Bologna: scorta al sindaco Lepore dopo minacce di morte online -
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La Prefettura di Bologna ha disposto l'assegnazione della scorta al sindaco Matteo Lepore dopo una serie di pesanti minacce di morte diffuse sui social network nei giorni scorsi. Il provvedimento prevede l'affiancamento della Guardia di Finanza negli spostamenti del primo cittadino ed è stato adottato su indicazione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

Secondo quanto riferito, tra i messaggi contestati figura la frase «Ti vogliamo come Fakir», citata dal sindaco nella denuncia presentata in Questura. Le minacce sarebbero arrivate in seguito alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir e alle proteste che ne sono seguite in centro città; alcuni autori dei messaggi sono stati segnalati e sono partite denunce per gli hater responsabili.

Contesto e reazioni

Per Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd di Bologna, «la decisione di assegnare la scorta al sindaco Matteo Lepore è una notizia che dovrebbe preoccupare tutti, al di là delle appartenenze politiche. Quando un sindaco è costretto a vivere sotto protezione per le minacce ricevute, è sotto attacco il libero esercizio delle istituzioni democratiche e il principio stesso dello Stato di diritto». La sua dichiarazione sottolinea la gravità dell'atto e la necessità di tutelare la funzione pubblica.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha definito le intimidazioni «gravissime e del tutto inaccettabili», esprimendo solidarietà al sindaco e alla sua famiglia. De Pascale ha aggiunto che il fatto che un amministratore locale debba svolgere il proprio lavoro sotto scorta rappresenta «una ferita per tutta la nostra democrazia» e ha richiamato al confronto civile come unico strumento legittimo per esprimere le differenze di opinione.

La misura di protezione è scattata dopo la valutazione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, che ha ritenuto necessario il dispositivo per motivi di sicurezza. Le autorità hanno avviato accertamenti per identificare gli autori delle minacce e valutare eventuali profili di reato legati a istigazione e minacce aggravate; le indagini sono in corso da parte della Questura e degli uffici competenti.

La notizia è stata diffusa da Agenzia Dire. Il caso riapre il dibattito sul ruolo dei social nella diffusione di odio e sulla responsabilità delle piattaforme e degli utenti nel prevenire contenuti che possano mettere a rischio la sicurezza di esponenti delle istituzioni.

Le autorità locali e la Prefettura mantengono il massimo riserbo sulle modalità operative del dispositivo di protezione, mentre la città segue con attenzione gli sviluppi e le eventuali iniziative legali per contrastare l'ondata di minacce online.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 26 luglio 2026

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