Caso Pirlo: Abodi risponde a Malagò — «Mi ricorda Gigi Proietti», attende chiarimenti
Il ministro Abodi parla di «figuraccia», cita Malagò e solleva il tema del betting legato alla Russia, mentre resta in attesa di decisioni.
Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha replicato oggi alle dichiarazioni del presidente della Figc, Giovanni Malagò, definendo la vicenda legata a Pirlo «una brutta figura» e annunciando che aspetterà ulteriori sviluppi prima di «mettere un punto». La reazione è arrivata durante la presentazione del progetto dello stadio della Roma nella sede distaccata della Presidenza del Consiglio.
Alla domanda dei giornalisti su Malagò, Abodi ha risposto con una battuta: «Mi ricorda un po' Gigi Proietti». Con quel commento il ministro ha voluto sottolineare un tono più personale nella risposta, mentre ha ribadito la necessità di chiarezza sui fatti che hanno provocato la polemica. Malagò aveva a sua volta osservato che bisognava capire «chi è che ha fatto questa brutta figura», dettaglio che Abodi ha detto di aver appreso dalla stampa.
Abodi ha ammesso che «tutto oggi diventa politica» e che è difficile tenerla fuori da vicende in cui «il ruolo che tutti vorrebbero ricoprire» è al centro del dibattito. Pur evitando un gioco delle responsabilità, il ministro ha confermato di voler «recuperare una figuraccia che, oggettivamente, è stata fatta», indicando come prioritario il ritorno a una gestione dei ruoli fondata sul senso istituzionale.
Nel corso degli interventi Abodi ha inoltre richiamato l'attenzione su un elemento che ha complicato il caso: il tema del betting associato alla Russia, che — secondo il ministro — ha aggravato le polemiche in corso dal 2022. Ha definito questo fattore un motivo in più per procedere con cautela e per cercare soluzioni che evitino ulteriori danni all'immagine delle istituzioni sportive.
Sui possibili sviluppi, Abodi ha riferito di essersi sentito con Malagò nei giorni scorsi e di sapere che il presidente della Figc «è pronto a prendere altre decisioni». Tuttavia, ha sottolineato che quanto noto al momento gli è pervenuto via stampa e che aspetta di conoscere eventuali provvedimenti ufficiali prima di fare ulteriori commenti. «Resto al mio posto e aspetto», ha detto, ribadendo che una volta fatta una scelta quella persona «è un Commissario tecnico" e che il Paese deve comprendere il senso dei ruoli.
La vicenda, riportata dall'Agenzia Dire, resta aperta: il ministro chiede chiarezza e sembra intenzionato a non forzare decisioni pubbliche fino a quando non saranno comunicati atti ufficiali o nuove determinazioni da parte degli organi competenti.
Fact Check
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Verificato il: 27 luglio 2026