Cnpr forum a Napoli: allarme truffe informatiche, politici e professionisti chiedono più prevenzione
Parlamentari e esperti al forum Cnpr: serve alfabetizzazione digitale, tutela per gli anziani e regole più stringenti sui call center.
Al forum organizzato a Napoli dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili sul tema "Truffe informatiche: quanto siamo protetti?", politici, professionisti e rappresentanti istituzionali hanno chiesto misure immediate per rafforzare la protezione dei cittadini e la resilienza del sistema pubblico e privato alle aggressioni digitali.
Giulio Centemero (Lega) ha richiamato l'attenzione sulla rapidità dell'evoluzione tecnologica e sulle misure già introdotte, come la possibilità di oscurare siti che promuovono investimenti non autorizzati con il Decreto Crescita 2018. Centemero ha difeso l'introduzione dell'educazione finanziaria nelle scuole e ha sottolineato l'esigenza di estendere percorsi di alfabetizzazione digitale a tutte le fasce di età, investendo risorse pubbliche e valorizzando il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo nella diffusione di contenuti informativi.
Carmela Auriemma (M5S) ha evidenziato la differenza fra investimenti privati in cybersecurity e il ritardo del settore pubblico: spesso si interviene quando il danno è già avvenuto. Per Auriemma è fondamentale potenziare le attività di prevenzione, rafforzare la cybersecurity della pubblica amministrazione e promuovere alfabetizzazione digitale per le persone più fragili. Ha inoltre richiamato la necessità di risposte coordinate a livello internazionale per contrastare call center e operazioni fraudolente che hanno basi all'estero.
Pino Bicchielli (Forza Italia) ha posto l'accento sulla dimensione strategica della sicurezza digitale, richiamando il legame con la criminalità organizzata e la vulnerabilità di settori critici come la sanità, che custodisce dati altamente sensibili. Ha ricordato gli interventi normativi in materia e la recente norma che, da febbraio 2026, prevede sanzioni più severe per chi froda gli anziani, ribadendo però che la prima difesa resta la conoscenza degli strumenti digitali.
Francesca Ghirra (Avs) ha indicato la protezione dei cittadini come priorità e ha sollecitato investimenti nella prevenzione e nell'alfabetizzazione digitale, ricordando che le pene più severe non bastano se la vittima ha già subito il danno. Ghirra ha inoltre richiamato l'attenzione sul fenomeno del telemarketing e delle televendite aggressive e sulle proposte di legge all'esame delle Commissioni IX e X per regolamentare i call center, tema reso più urgente anche dalla mobilitazione dei lavoratori del settore.
Dal punto di vista professionale Eleonora Linda Lecchi (Odcec Bergamo) ha denunciato come le truffe informatiche siano ormai più diffuse di quelle tradizionali e come il Paese resti indietro rispetto alla rapidità con cui evolvono questi raggiri. Lecchi ha citato i dati del ministero dell'Interno: quasi 43.000 truffe agli over 65 in un anno, con un aumento di oltre il 15%, e ha rimarcato l'inefficacia attuale del Registro pubblico delle opposizioni rispetto alle chiamate moleste.
Paolo Longoni (Istituto nazionale Esperti contabili) ha chiuso i lavori ricordando che il crimine si è digitalizzato e che oltre un milione di italiani hanno subito frodi online. Pur riconoscendo l'esistenza di strutture efficaci come l'Agenzia per la cybersicurezza e la polizia postale, Longoni ha segnalato l'insufficiente livello di investimenti, la vulnerabilità delle piccole e medie imprese e la carenza di una cultura digitale diffusa.
Proposte e criticità emerse
Dal dibattito sono emerse proposte concrete e nodi critici ricorrenti: maggiore investimento pubblico nella cybersecurity delle amministrazioni, diffusione dell'alfabetizzazione digitale a tutte le età (con attenzione agli anziani e ai cittadini vulnerabili), misure più efficaci contro il telemarketing aggressivo e una regolamentazione più stringente dei call center. I partecipanti hanno inoltre chiesto una cooperazione internazionale più forte per neutralizzare reti fraudolente con basi all'estero e una strategia coordinata tra istituzioni, operatori telefonici e autorità di controllo.
Il forum ha messo in evidenza un equilibrio fragile: esistono capacità tecniche e normative (tra cui la direttiva NIS2) ma mancano risorse e una cultura di base sufficiente per trasformare strumenti e regole in una tutela effettiva per i cittadini e le imprese. La discussione segnala la necessità di passare rapidamente dalla diagnosi alle azioni, con priorità su prevenzione, formazione e regole operative per il mondo delle telecomunicazioni.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 20 luglio 2026