Energia: al Cnpr forum l'appello per rinnovabili e lo sblocco di 150 GW di progetti
Al Cnpr forum politici e professionisti chiedono di ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e accumuli e sbloccare progetti rinnovabili bloccati.
A Napoli, al forum Cnpr "Caldo record, energia al banco di prova per un futuro sostenibile", emergono richieste nette di cambiare la politica energetica e di accelerare la transizione alle energie rinnovabili. I relatori hanno sottolineato l'urgenza di potenziare la rete, investire nei sistemi di accumulo e rimuovere i vincoli autorizzativi che tengono fermo un portafoglio stimato in 150 gigawatt di progetti, potenzialmente capaci di sostituire circa 35 miliardi di metri cubi di gas all'anno.
Il segretario della commissione Ambiente della Camera, Angelo Bonelli (AVS), ha chiesto di "cambiare profondamente la politica energetica" e di ridurre la dipendenza dal gas, criticando il meccanismo per cui il prezzo marginale dell'energia è ancora determinato dalla componente gas. Bonelli ha indicato come priorità la valorizzazione della produzione rinnovabile nelle fasce di maggiore generazione, la modernizzazione e la digitalizzazione della rete e l'espansione degli accumuli per garantire sicurezza ed efficienza.
Dalla maggioranza, Andrea Barabotti (Lega) ha rivendicato gli interventi già avviati: aumento dell'offerta rinnovabile, incentivi ai contratti a lungo termine per ridurre la volatilità di mercato e un testo unico per snellire le procedure autorizzative. Barabotti ha anche annunciato la richiesta all'Unione europea di escludere dalla componente gas la quota ETS che pesa sui prezzi, definendolo un passo per ridurre le distorsioni del mercato.
Emma Pavanelli (M5S) ha posto l'accento sulla necessità di accelerare lo sviluppo delle rinnovabili eliminando ostacoli normativi e tutelando le aree di pregio paesaggistico. Ha proposto che siano Regioni e Comuni a definire le aree idonee per concentrare i progetti e ha invocato maggiori investimenti in tecnologie innovative, digitalizzazione delle reti e incentivi alle Pmi per l'adozione di batterie di accumulo.
Per Vito De Palma (Forza Italia) il costo dell'energia è un freno alla competitività del sistema produttivo italiano: per mitigarlo serve una strategia energetica di lungo periodo, riduzione della dipendenza dalle importazioni e accelerazione degli investimenti in rinnovabili e accumuli. De Palma ha inoltre segnalato che il dibattito sul nucleare di nuova generazione è aperto in Parlamento e che è indispensabile sbloccare i processi autorizzativi con aree idonee e procedure snelle, anche sul modello delle Zes.
Il mondo dei professionisti ha fornito numeri e allarmi: Mario Chiappuella (Odcec Massa Carrara) ha ricordato che circa 150 GW di progetti rinnovabili restano bloccati tra autorizzazioni pendenti, contenziosi e opposizioni territoriali; un valore che supera di oltre due volte e mezzo il picco della domanda elettrica nazionale. Chiappuella ha indicato come priorità per i gestori delle reti l'adozione di smart grid, accumuli e piani di manutenzione mirati, insieme a piani di emergenza per prevenire shock estivi.
Paolo Longoni (Istituto nazionale Esperti contabili) ha portato l'esempio della Spagna, dove si sperimenta una politica di tariffe di zona che premia i territori con forte produzione rinnovabile, favorendo l'accettazione sociale degli impianti e vantaggi locali. Longoni ha citato inoltre misure pratiche come protocolli per incentivare lo smart working nei giorni di massima allerta e l'iniziativa di imprese che si svincolano dai costi di mercato installando fotovoltaico e batterie.
Dal forum emerge un consenso su alcuni punti chiave: serve più generazione rinnovabile, più accumulo, reti più robuste e procedure autorizzative più snelle. Restano aperti i nodi più controversi, in particolare il ruolo del gas nel determinare il prezzo dell'energia e la valutazione del contributo del nucleare di nuova generazione. L'estate di caldo record è stata descritta come una prova di stress che rilancia l'urgenza di interventi coordinati fra governo, territori, operatori e sistema industriale.
Fact Check
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Verificato il: 06 luglio 2026