Estate e blackout: perché la rete elettrica italiana cede quando il caldo spinge i condizionatori
I dati di Terna mostrano picchi record di domanda: non manca energia ma la rete di trasmissione e i cavi interrati vanno in crisi.
ROMA — In diverse città italiane l'arrivo dell'estate ha riportato blackout improvvisi: un condominio di Sesto San Giovanni rimane al buio per quattordici ore, tecnici a Napoli lavorano per due giorni per ripristinare la rete e Milano registra il picco di carico stagionale il 24 giugno. Dietro questi episodi c'è una causa comune: le temperature estreme spingono milioni di condizionatori ad accendersi contemporaneamente, concentrando la domanda nelle ore centrali e serali.
Cosa manda in crisi la rete
Secondo i dati diffusi da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, la domanda elettrica è passata da poco più di 45 gigawatt il 15 giugno a oltre 58 gigawatt il 29 giugno, un aumento repentino che normalmente richiederebbe settimane. Il 29 giugno alle 16:30 la rete ha toccato 58,21 gigawatt, superando le previsioni della giornata (stimate a 55 GW) e segnando il valore più alto registrato nel 2026. Il traino principale, spiegano gli operatori, resta la climatizzazione: quando il caldo non dà tregua, gli impianti restano accesi per gran parte della giornata e la domanda si concentra.
Il vero colpevole è sotto l'asfalto
Il punto debole non è la produzione ma il trasporto. I cavi interrati che alimentano le città subiscono uno stress termico crescente quando il terreno si scalda e l'acqua scarseggia: il calore fatica a disperdersi e aumenta la probabilità di guasti ravvicinati o simultanei. A peggiorare la situazione ci sono i giunti che uniscono i tratti di cavo: ogni riparazione introduce nuovi punti potenzialmente fragili. Solo nell'area di Milano, Brescia e Bergamo il gestore locale sorveglia circa 15mila chilometri di cavi, un'estensione che rende difficile prevedere esattamente dove si romperà la prossima linea.
La rete è inoltre il frutto di un disegno pensato decenni fa, basato su poche grandi centrali e flussi a senso unico. La diffusione di milioni di piccoli impianti fotovoltaici ed eolici ha introdotto flussi bidirezionali che la rete tradizionale non era progettata per gestire, mentre l'energia verde prodotta in eccesso nel Sud incontra colli di bottiglia nel risalire verso i grandi centri di consumo del Nord. A questi fattori si sommano la domanda crescente dei data center, che richiedono potenza costante, e l'aumento degli elettrodomestici e dispositivi digitali nelle abitazioni.
Interventi e indennizzi
Per affrontare l'estate 2026 i gestori hanno attivato piani straordinari: squadre di tecnici rinforzate, gruppi elettrogeni mobili e sistemi di telecontrollo operativi 24 ore su 24 nei centri operativi territoriali. Il 24 giugno, secondo Unareti (A2A), la rete di distribuzione di Milano ha registrato il massimo carico dell'anno, oltre 1,5 gigawatt. Gli investimenti per rendere la rete più resistente ammontano a miliardi di euro nel prossimo triennio e comprendono nuove linee, automazione dei guasti e maggiore capacità di rialimentazione mediante percorsi alternativi, ma richiedono anni di autorizzazioni e cantieri.
Chi resta senza corrente per troppe ore durante le ondate di calore ha diritto a un indennizzo automatico in bolletta, secondo le regole fissate dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente: si parte da 34,50 euro, con un incremento di 17,25 euro ogni quattro ore aggiuntive di interruzione, fino a un tetto di 240 ore complessive.
Nel frattempo la mappa dei blackout continua a delinearsi ogni pomeriggio d'estate: gli stessi quartieri restano più esposti, con ascensori bloccati e frigoriferi che si spengono, a testimonianza di un sistema che regge la produzione ma soffre nel trasporto quando il cambiamento climatico e l'aumento dei consumi procedono più in fretta dei lavori di potenziamento.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 03 luglio 2026