Fakir come Magherini: la Cedu aveva già parlato di “trattamento non necessario”

La morte di Abderrahim Fakir a Bologna riapre il precedente Magherini: la Corte europea condannò l'Italia per restrizione fisica ingiustificata.

A cura di Redazione Redazione
20 luglio 2026 20:02
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Fakir come Magherini: la Cedu aveva già parlato di “trattamento non necessario” -
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La morte di Abderrahim Fakir a Bologna il 19 luglio, avvenuta mentre l'uomo era tenuto immobilizzato a terra, faccia in giù, richiama direttamente il caso di Riccardo Magherini e la sentenza della Corte europea dei diritti umani (Cedu) che, nel gennaio scorso, ha condannato l'Italia per il decesso del 39enne avvenuto nel 2014. La Cedu ha ritenuto che il trattamento subito non fosse necessario, aprendo così un precedente che mette sotto scrutinio le tecniche di immobilizzazione delle forze dell'ordine in Italia.

I fatti

Secondo le ricostruzioni diffuse, il 42enne Abderrahim Fakir si è sentito male e ha avuto un arresto cardiaco mentre era tenuto a terra da due agenti di polizia, in posizione prona. Sul posto sono poi intervenuti i soccorsi; l'Ausl ha aperto un'indagine e sulla vicenda sono emerse richieste di verifiche indipendenti sul comportamento degli operatori.

Il caso di Riccardo Magherini, morto la notte del 3 marzo 2014 a Firenze, presenta forti analogie: fu bloccato e ammanettato dai Carabinieri mentre era in preda a un attacco di panico e sotto effetto di cocaina, e rimase in posizione prona per almeno 15-20 minuti, anche dopo segnali di perdita di coscienza. In alcuni video si sentivano le sue grida di aiuto, mentre un militare rimase a cavalcioni sul corpo con possibile compressione toracica.

La sentenza della Cedu e le ricadute

La Corte europea, pur non entrando nel merito delle decisioni dei tribunali italiani che avevano assolto i quattro carabinieri coinvolti, ha ritenuto che la detenzione in quella posizione non fosse giustificata e che non ci fosse l'"assoluta necessità" per mantenere Magherini in quelle condizioni. I giudici di Strasburgo hanno sottolineato criticità nella formazione delle forze dell'ordine e nelle linee guida italiane sull'immobilizzazione con il minimo rischio per la salute.

Il verdetto della Cedu costituisce un potenziale precedente rilevante nel dibattito pubblico e giuridico: può influenzare futuri procedimenti giudiziari, le pratiche operative delle forze dell'ordine e le richieste di controlli più stringenti su tecniche di controllo fisico e use-of-force. Dopo il caso Magherini, le autorità e le associazioni per i diritti civili hanno rilanciato l'appello a indagini indipendenti e a una revisione delle procedure di intervento.

Il confronto tra i due casi solleva questioni immediate sulla responsabilità dello Stato, sulla tutela della salute di persone in stato di vulnerabilità e sulle tempistiche e modalità di intervento sanitario quando una persona immobilizzata manifesta segni di sofferenza. La vicenda di Bologna, alla luce della sentenza di Strasburgo, riapre quindi il tema delle garanzie e della trasparenza sulle pratiche di contenimento adottate dalle forze dell'ordine.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 20 luglio 2026

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