Lanusei, bottiglia incendiaria sull'auto della vicesindaca Maria Tegas: l'innesco si è inceppato
Atto intimidatorio nella notte tra il 19 e il 20 luglio: la bottiglia non è esplosa per un malfunzionamento. Indaga la Polizia, condanna della Regione.
Un atto intimidatorio ha colpito nella notte tra il 19 e il 20 luglio la vicesindaca di Lanusei, Maria Tegas: una bottiglia riempita di liquido infiammabile è stata posta sul parabrezza della sua auto, ma l'innesco si è inceppato e l'ordigno artigianale non è esploso. L'episodio, avvenuto in Ogliastra, è stato denunciato e sono in corso le indagini della Polizia di Stato.
Indagini e reazioni
Le autorità locali hanno aperto un'inchiesta: la Polizia sta raccogliendo elementi e testimonianze per individuare i responsabili. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha espresso una dura condanna definendo il gesto una minaccia alle istituzioni democratiche e sollecitando un rapido lavoro delle forze dell'ordine per l'individuazione dei colpevoli.
Il Comune di Lanusei ha pubblicato un post di solidarietà riferendo che "solo per un caso fortuito il tentativo non ha avuto conseguenze ben più gravi" e sottolineando come il fatto, coincidente con l'anniversario della strage di via D'Amelio (19 luglio), renda più inquietante la riflessione sul valore della legalità.
Chi è Maria Tegas
Secondo il Comune, Maria Tegas è impegnata da anni nella vita sociale e culturale del paese: ha ricoperto la carica di Presidente della Pro Loco e ha svolto attività di volontariato in numerose associazioni per la promozione del territorio. L'amministrazione municipale ha espresso vicinanza personale alla vicesindaca e ha definito il gesto "vile e gravissimo", assicurando che non piegherà l'impegno civico dell'ente.
Il Comune ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine per la tempestiva attivazione delle indagini e ha richiesto che i responsabili vengano presto individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. La comunità di Lanusei è stata descritta come fondata sul rispetto, sulla partecipazione e sulla legalità, mentre chi ha compiuto l'atto è definito come la «negazione» di quei valori.
Le indagini proseguono a ritmo serrato: gli inquirenti stanno analizzando i rilievi sulla scena e verificando eventuali immagini e testimonianze utili. Al momento non sono state rese note ipotesi certe sul movente né indicati sospetti; la priorità degli investigatori rimane la sicurezza della vicesindaca e l'individuazione dei responsabili.
Fact Check
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Verificato il: 21 luglio 2026