Legge elettorale: Camera boccia per un voto l'emendamento FdI sulle preferenze, opposizioni chiedono dimissioni
Montecitorio respinge 188-187 la proposta su preferenze; Conte, Schlein e opposizioni chiedono le dimissioni del governo.
La Camera dei Deputati ha respinto in seduta a Montecitorio, con voto a scrutinio segreto, l'emendamento cardine alla legge elettorale proposto da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e Udc e sostenuto da Lega e Forza Italia. La proposta è stata bocciata per un solo voto: 188 contrari contro 187 favorevoli. L'esito ha scatenato l'esultanza delle opposizioni, con applausi e cori per 'dimissioni' e 'elezioni'.
L'emendamento, voluto da FdI e alleati, puntava a riscrivere l'articolo 1 del testo introducendo un sistema misto tra capilista bloccati e preferenze. Era considerato il punto cardine della riforma elettorale della maggioranza e la sua bocciatura rappresenta un arresto rilevante alla strategia comune dei gruppi di governo.
Sui social la deputata dem Patrizia Prestipino ha rilanciato la notizia con un video dell'aula e il commento sull'esultanza delle opposizioni; il post è datato 14 luglio 2026. In aula si sono levati cori e grida che hanno ulteriormente evidenziato la portata politica del voto.
Reazioni politiche
La bocciatura ha provocato una reazione immediata e dura da parte dei leader del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha attaccato in Aula sostenendo che la maggioranza ha di fatto sfiduciato la presidente del Consiglio e invitando il governo ad aprire una crisi: 'andate a casa', ha scandito. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha definito il voto un segnale contro l'arroganza della coalizione e ha chiesto le dimissioni immediate della premier.
Interventi critici sono arrivati anche da altri esponenti dell'opposizione: Angelo Bonelli ha chiesto alla presidente del Consiglio di recarsi al Colle e ha detto che l'esito dimostra la mancanza di voti nella maggioranza; Laura Boldrini ha parlato di 'truffa' delle preferenze finte e ha chiesto anch'essa le dimissioni della premier.
Nella maggioranza, invece, si respira sconcerto. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha tentato di ridimensionare l'accaduto definendolo parte della democrazia e invitando alla calma: 'ora vediamo che succede', ha detto. Il presidente di turno Fabio Rampelli ha cercato di riportare ordine in aula, mentre il deputato Riccardo Ricciardi (M5S) ha chiesto la immediata convocazione della capigruppo per chiarire gli sviluppi politici.
L'esito segnala una possibile frattura interna alla maggioranza e apre lo scenario di una crisi di governo. Alcuni esponenti dell'opposizione invocano il ricorso al Presidente della Repubblica per verificare la tenuta dell'esecutivo e non escludono elezioni anticipate; al contempo la natura a scrutinio segreto del voto indica divisioni non completamente pubbliche tra i gruppi di maggioranza.
Sul piano procedurale, nelle prossime ore è attesa la convocazione delle riunioni di maggioranza e opposizione per valutare i passi successivi. Resta da vedere se la bocciatura dell'emendamento sarà isolata o preluderà a ulteriori ostacoli parlamentari sulla riforma elettorale e sull'agenda di governo.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 14 luglio 2026