L'Unione europea lancia 'Team Gaza': quasi 900 milioni per la ricostruzione, condizioni e impegni
Piattaforma internazionale guidata dall'Ue raccoglie un pacchetto preliminare da quasi 900 milioni; fondi vincolati a cessate il fuoco e coordinamento.
L'Unione europea ha annunciato il lancio dell'iniziativa "Team Gaza", una piattaforma internazionale destinata alla ricostruzione immediata della Striscia. Il pacchetto preliminare di aiuti raccolto raggiunge quasi 900 milioni di euro (pari a circa un miliardo di dollari) e riunisce partner globali tra cui la Banca Mondiale, gli Stati Uniti, l'Italia, la Spagna, la Germania e il Regno Unito.
La Commissaria europea Dubravka Suica ha presentato l'iniziativa a Bruxelles al termine della seconda riunione ministeriale del Gruppo dei Donatori per la Palestina (Pdg), co-presieduta insieme al primo ministro palestinese Mohammad Mustafa. Suica ha sottolineato che "il recupero iniziale di Gaza non può attendere la risoluzione di ogni singola questione politica. La popolazione ha bisogno del nostro sostegno adesso".
Dettagli e stanziamenti
Il pacchetto preliminare include 257 milioni di euro proposti dalla Commissione europea e dalla Bei per interventi immediati sulla rete idrica e sulla gestione dei rifiuti. Alla riunione ha partecipato in collegamento anche Jared Kushner, presente per il Board of Peace, una partecipazione definita "strategica" da Suica per facilitare la seconda fase degli accordi e mobilitare uno sforzo collettivo globale.
Sul fronte del sostegno a Ramallah, l'Ue ha confermato un impegno da 310 milioni di euro per il prossimo anno tramite il meccanismo Pegase, a cui si sommano 41,7 milioni mobilitati da 11 partner presenti alla riunione. Tuttavia, è emersa con forza la questione della gravissima crisi fiscale dell'Autorità Palestinese: l'Unione ha lanciato un appello a Israele per lo sblocco immediato dei proventi doganali trattenuti (le cosiddette clearance revenues), ritenuti essenziali per garantire stipendi pubblici e servizi di base.
Il premier palestinese Mohammad Mustafa ha rivendicato i progressi del proprio esecutivo, affermando che il programma di riforme ha completato 53 obiettivi strategici, ma ha avvertito che l'efficacia degli aiuti resterà parziale senza una svolta politica: "Niente si muoverà davvero fino al ritiro delle forze israeliane e all'apertura di tutti i valichi di frontiera. Abbiamo bisogno che il mondo si svegli".
Condizioni e implementazione
La Commissione europea ha chiarito che i fondi saranno gestiti in modo trasparente tramite agenzie Onu come UNDP e UNICEF, ma ha ribadito che la piena efficacia del piano dipenderà da condizioni considerate tassative: l'attuazione del cessate il fuoco, il disarmo di Hamas e un coordinamento sicuro con Israele e con l'Autorità Nazionale Palestinese. Suica ha evidenziato la necessità di avere "tutti a bordo" per dimostrare che le cose possono muoversi quando c'è volontà politica.
La riunione costituiva la seconda sessione ministeriale del Gruppo dei Donatori per la Palestina e rappresenta il passaggio preliminare verso una possibile fase successiva di finanziamento e intervento sul territorio. Resta aperta la partita politica e operativa su sicurezza, accesso umanitario e meccanismi di controllo per assicurare che i fondi raggiungano le popolazioni bisognose e contribuiscano a una ricostruzione sostenibile.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 14 luglio 2026