Malagò annuncia: meno ricavi tv, percentuale sulle scommesse e fondo antipirateria per il sistema calcio
Audizione in Senato: il presidente Figc propone una tassa del 2% sulle scommesse e dirottare la maggior parte del fondo antipirateria al sistema calcio.
Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha annunciato in audizione davanti alla Commissione Cultura del Senato che il prossimo bando dei diritti tv della Serie A comporterà una riduzione del monte ricavi. L'intervento, svolto sul ddl di Riforma del calcio, ha posto al centro la necessità di nuovi flussi di entrata per stabilizzare il sistema calcistico nazionale.
Secondo Malagò il contesto internazionale mostra un aumento dei ricavi complessivi per alcune leghe, come la Premier League, ma non sul mercato interno italiano a causa della saturazione e della concorrenza di altre emittenti e discipline sportive. Per il presidente federale, questa dinamica produce spettatori invariati ma ricavi distribuiti su più palcoscenici, con conseguenze sulla sostenibilità finanziaria dei club.
Tra le proposte concrete emerse in audizione c'è l'imposizione di una percentuale sulle giocate effettuate dai concessionari di scommesse destinata al sistema calcio. Il testo di riforma, primo firmatario il senatore Marcheschi, indica una quota del 2%, cifra che Malagò ha definito coerente con proposte passate e in grado, a suo avviso, di "sistemare tutto e dare tranquillità" al settore.
Il presidente ha richiamato l'attenzione sulla trasformazione del settore delle scommesse: i soggetti che in passato erano rappresentati da Totocalcio oggi si sono moltiplicati in reti di concessionari con offerte importanti sul calcio. Per questo Malagò ha sollecitato una revisione terminologica del testo, perché la normativa identifichi correttamente i soggetti obbligati al versamento.
Dettagli e possibili effetti
Malagò ha suggerito che il gettito derivante dalla percentuale sulle scommesse non debba andare al singolo individuo o club, ma al sistema complessivo del calcio: infrastrutture, impianti, vivai e investimenti strutturali. In questo modo, ha spiegato, anche eventi su discipline minori che generano scommesse potrebbero contribuire a un fondo di sistema, come avviene in altri paesi per discipline differenti.
Sul fronte del contrasto alla pirateria, il presidente Figc ha chiesto che i proventi del fondo antipirateria alimentato dalle sanzioni Agcom vadano quasi per intero al sistema calcio. Nel ddl è previsto che il 10% di tali risorse sia destinato alla valorizzazione dei settori giovanili; Malagò ha chiesto di rivedere la quota perché, essendo fondi detratti al sistema, dovrebbero in larga misura rientrarvi per usi collettivi e possibilmente legati anche a interventi sociali per prevenire la reiterazione del reato.
Le proposte sollevano diverse questioni operative e politiche: come definire con precisione i soggetti obbligati al versamento, quali meccanismi di ripartizione adottare per garantire equità tra club maggiori e minori, e come vincolare l'utilizzo delle risorse per evitare distrazioni su spese correnti come acquisti di calciatori. Malagò ha indicato l'esigenza di legare i fondi a investimenti in infrastrutture e formazione piuttosto che ad impieghi speculativi.
L'audizione in Commissione Cultura apre ora il percorso parlamentare di discussione sul ddl di riforma: le proposte di Malagò possono diventare materia di emendamenti e negoziazioni tra forze politiche e stakeholder del mondo del calcio. Resta da definire il quadro normativo che stabilirà come tali risorse saranno raccolte, allocate e controllate, con effetti diretti sulla sostenibilità economica delle società e sulla governance del sistema sportivo nazionale.
Fact Check
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Verificato il: 29 luglio 2026