«Mappatura turismo sionista»: Google rimuove il modulo che invitava a segnalare ebrei e israeliani
Un modulo Google chiedeva di censire turisti ebrei e israeliani in hotel; rimosso dopo segnalazioni, scattano condanne da istituzioni e politica.
Un modulo Google intitolato 'Mappatura turismo sionista' è comparso online e invitava gli utenti a indicare in quali alberghi e strutture ricettive fossero ospitati cittadini ebrei o israeliani. Il link è stato rimosso da Google dopo le segnalazioni, ma la vicenda ha suscitato immediata indignazione e timori per una campagna di schedatura e discriminazione.
Il modulo è stato tolto dalla rete dopo la segnalazione del generale Angelosanto, Coordinatore Nazionale per la Lotta contro l'antisemitismo. Secondo le organizzazioni che hanno denunciato l'iniziativa, il form mirava a tracciare quella che veniva definita la «neocolonizzazione sionista» in Italia, creando di fatto liste di cittadini identificati per la loro identità o presunti legami con Israele.
Reazioni istituzionali e politiche
La Comunità Ebraica di Roma, attraverso il presidente Victor Fadlun, ha definito l'idea 'semplicemente aberrante' e una negazione dei diritti fondamentali della persona. Fadlun ha chiesto che la società civile e le forze politiche mantengano alta la vigilanza contro quella che ha definito una vera e propria 'caccia all'uomo'.
Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia, ha denunciato la mappatura come un fatto di inaudita gravità, paragonando l'iniziativa a una forma di antisemitismo mascherato e a liste di proscrizione che richiamano i peggiori episodi del Novecento.
L'Osservatorio Israele, con il presidente Nicolae Eitan Galea, ha condannato la campagna di segnalazioni online come una iniziativa discriminatoria che viola i principi di uguaglianza e alimenta odio e stigmatizzazione. L'organizzazione ha chiesto un intervento deciso delle autorità contro ogni forma di schedatura basata su nazionalità o identità ebraica.
Anche senatori di Fratelli d'Italia componenti della Commissione 'Segre' hanno espresso indignazione e preoccupazione, annunciando verifiche e sollecitando le competenti autorità a intervenire per contrastare atti che rievocano pagine buie della storia.
La rimozione del modulo da parte di Google interrompe la diffusione immediata del form, ma non elimina i rischi legati alla circolazione di strumenti digitali che favoriscono la delazione e la creazione di elenchi di cittadini per motivi di identità o provenienza. Le voci raccolte in queste ore richiedono una risposta delle istituzioni, un rafforzamento delle tutele contro l'antisemitismo online e misure di contrasto alla diffusione di contenuti che istigano all'odio.
La vicenda resta sotto osservazione delle associazioni e dei gruppi politici coinvolti, che chiedono chiarezza sulle modalità con cui il modulo è stato creato e diffuso e sollecitano ulteriori azioni di monitoraggio e prevenzione sul web.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 19 luglio 2026