Meloni prende le distanze dal video AI diffuso da Vannacci: «Non mi appartiene»
La premier su X si dissocia senza esitazione da un video realizzato con intelligenza artificiale che la ritrae a sua insaputa.
ROMA — Giorgia Meloni si è detta netta nel prendere le distanze da un video generato con intelligenza artificiale e diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale la presidente del Consiglio è stata inserita "a mia insaputa". Il messaggio, pubblicato su X, dichiara che il filmato "non mi appartiene" e che la politica deve confrontarsi sulle idee, non mediante intimidazioni o rappresentazioni violente dell'avversario.
Contesto e reazioni
Il video è stato diffuso dal leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, e ha suscitato richieste da parte di alcuni esponenti dell'opposizione perché la premier prendesse posizione. Meloni ha risposto pubblicamente: "Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l’intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione". Queste parole sottolineano la volontà della presidente di distinguere il proprio ruolo istituzionale dalla strumentalizzazione mediatica.
In parallelo, la vicenda ha riacceso le tensioni tra i protagonisti politici. L'articolo di riferimento riporta anche la reazione dell'ex premier Giuseppe Conte, che ha denunciato la diffusione di contenuti estremi, mentre lo stesso Vannacci ha difeso il video definendolo satirico e cercando di minimizzare la polemica con frasi rivolte a Conte.
Meloni ha ribadito il principio che la concorrenza politica debba basarsi su idee, consenso e voto dei cittadini: "La politica debba misurarsi con le idee, con il consenso e con il voto dei cittadini, mai con l’intimidazione, con l’odio o con la rappresentazione violenta dell’avversario", si legge nel suo post.
La diffusione di contenuti creati con strumenti di intelligenza artificiale solleva interrogativi pratici e normativi su consenso, responsabilità e verifica delle fonti nella comunicazione politica. L'episodio evidenzia la crescente necessità di regole chiare sull'uso dell'IA in campagne pubbliche e sulla tutela dell'immagine e dei diritti personali dei soggetti coinvolti.
Gli sviluppi da monitorare nei prossimi giorni includono eventuali approfondimenti da parte delle forze politiche, le reazioni dei media e possibili iniziative istituzionali per regolamentare l'uso di tecnologie generative nel dibattito pubblico. Rimane al centro della vicenda il nodo della trasparenza e della responsabilità nella diffusione di contenuti digitali ad alto impatto politico.
Fact Check
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Verificato il: 21 luglio 2026