Mercati resilienti nonostante le crisi: l'analisi di Ubaldo Livolsi sull'ottimismo degli investitori

Nonostante guerre e tensioni globali, investitori puntano su crescita degli utili e innovazione: la lettura di Livolsi per l'Italia.

A cura di Redazione Redazione
29 luglio 2026 11:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Mercati resilienti nonostante le crisi: l'analisi di Ubaldo Livolsi sull'ottimismo degli investitori -
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Nel mezzo di guerre, tensioni commerciali e debiti pubblici record, i mercati finanziari mostrano una sorprendente resilienza. Secondo Ubaldo Livolsi, professore di Corporate Finance e fondatore della Livolsi & Partners S.p.A., Wall Street e molte Borse europee restano vicine ai massimi storici perché gli investitori guardano soprattutto alle prospettive di crescita futura e non solo alle difficoltà immediate.

Perché i mercati restano ottimisti

Livolsi osserva che i principali osservatori internazionali, tra cui il Financial Times e The Economist, si sono chiesti come sia possibile questa stabilità: la risposta è che le Borse non fotografano il presente ma cercano di anticipare il futuro. Gli investitori comprano oggi basandosi sugli utili che le imprese potranno realizzare nei prossimi anni, convinti che tra cinque anni l'economia mondiale sarà più produttiva nonostante le crisi geopolitiche.

I fattori che sostengono la fiducia

Secondo l'analisi di Livolsi, a sostenere l'ottimismo concorrono più elementi tra loro interconnessi:

  • Politica monetaria: le aspettative di una riduzione graduale dei tassi da parte delle principali banche centrali possono agevolare investimenti e credito.
  • Investimenti in tecnologia: la nuova ondata di investimenti in intelligenza artificiale, data center, semiconduttori e infrastrutture energetiche è vista come potenziale volano di produttività, paragonabile alla diffusione di Internet.
  • Settori strategici e difesa: la spinta agli investimenti in settori ritenuti critici accentua la fiducia degli operatori.

Livolsi sottolinea inoltre come, sul versante italiano, vi siano segnali valutati positivamente dai mercati: un sistema bancario più solido rispetto a un decennio fa, imprese che performano sui mercati internazionali, un settore turistico in crescita e un export che mostra capacità di tenuta nonostante il rallentamento del commercio mondiale.

Tuttavia, l'analisi non nasconde i limiti: crescita modesta, produttività che avanza troppo lentamente, debito pubblico elevato e declino demografico restano nodi strutturali che condizionano le prospettive di lungo periodo.

Il ruolo della politica

Per Livolsi la politica ha un ruolo cruciale: se i mercati possono sbagliare, essi tendono comunque a guardare oltre il ciclo elettorale e a valutare la capacità di un Paese di investire, innovare e aumentare la produttività. Le autorità dovrebbero lavorare per attrarre capitali, sviluppare tecnologie, costruire infrastrutture moderne e rafforzare il capitale umano.

Un passaggio chiave, secondo l'analisi, è la trasformazione del grande risparmio privato italiano in investimenti produttivi: solo così si potrà sostenere una crescita più solida e ridurre la vulnerabilità legata all'alto livello del debito pubblico.

Rischi e avvertenze

Livolsi ricorda che i mercati non sono infallibili: possono sovrastimare o sottovalutare fattori strutturali e geopolitici e quindi commettere errori. La resilienza osservata oggi non esime il Paese dall'affrontare le riforme necessarie per migliorare produttività, demografia e sostenibilità del debito.

L'analisi si chiude come un monito verso decisioni politiche e professionali che sappiano tradurre fiducia di breve termine in investimenti reali e duraturi per il futuro dell'Italia.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 luglio 2026

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