Parchi acquatici, Assoparchi contro Federconsumatori: «Il conto non torna, gli extra gonfiano i prezzi»
Assoparchi contesta il rapporto che stima 300€ a famiglia: per il settore molti costi segnalati da Federconsumatori sarebbero «facoltativi».
ROMA — Il confronto tra Assoparchi e Federconsumatori apre il dibattito sui costi veri dei parchi acquatici: secondo l'Osservatorio di Federconsumatori una famiglia di quattro persone spenderebbe in media 300 euro, mentre il presidente di Assoparchi, Luciano Pareschi, parla di un conteggio «gonfiato» che mescola spese obbligatorie e voci facoltative.
Critiche e conti a confronto
Per Federconsumatori il costo medio emerge dall'analisi complessiva di ingressi, ristorazione, acquisti e servizi accessori. Pareschi contesta la metodologia: sostiene che nel calcolo sono state incluse voci come gelati, pranzi, ombrelloni, foto, creme solari e giornali — spese che definisce non obbligatorie e perciò non pertinenti al prezzo d'accesso al parco. Secondo Assoparchi, Federconsumatori avrebbe addirittura imputato una spesa di 77,80 euro a famiglia per articoli vari, oltre ai già citati costi di ristorazione e acquisti.
Nella stessa disputa emergono i numeri sui biglietti: il rapporto segnala una media di 30,67 euro per adulto e 22,67 euro per ragazzo. Assoparchi replica che questi valori non tengono conto di sconti e politiche tariffarie diffuse nel settore, come prezzi dinamici, riduzioni per acquisto online (indicativamente 3-5 euro a biglietto), ingressi gratuiti per i più piccoli e la possibilità, offerta da alcuni parchi, di rientrare gratuitamente il giorno successivo.
Secondo il sindacato di categoria, tenendo conto di tali elementi la media effettiva per adulto scenderebbe sotto i 25 euro nei parchi di rilevanza nazionale e sarebbe ancora più bassa nelle strutture minori. Assoparchi sottolinea inoltre che i parchi sostengono investimenti milionari in attrazioni e sicurezza e impiegano centinaia di dipendenti tra assistenti bagnanti e personale tecnico, argomentando che questo giustifica tariffe paragonabili a quelle degli stabilimenti balneari.
Un altro punto sollevato dall'associazione di categoria è la dinamica dei costi interni: viene segnalata una riduzione del 23% nei prezzi della ristorazione e la presenza di aree pic-nic come alternativa economica ai punti di vendita.
Non manca la replica implicita alla retorica pubblica: Pareschi osserva che, se si adottasse lo stesso metodo di conteggio per cinema o teatri, si inserirebbero nello stesso modo popcorn, bibite, parcheggio o l'aperitivo, ottenendo risultati analoghi. Per il presidente di Assoparchi, dunque, la discussione sarebbe più correttamente incentrata sulle metodologie di calcolo che sui prezzi in sé.
Infine, dal punto di vista indipendente, il tema resta di interesse pubblico: il costo del tempo libero incide sul bilancio delle famiglie, soprattutto in periodi di riduzione del potere d'acquisto. La divergenza tra i dati di un ente consumerista e le precisazioni del settore evidenzia la necessità di metodologie trasparenti e confrontabili. Al momento non risulta una verifica pubblica e armonizzata che armonizzi le diverse voci di spesa e permetta un confronto diretto e definitivo tra le due posizioni, lasciando aperto il dibattito pubblico su costi, qualità dei servizi e trasparenza informativa.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
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Verificato il: 22 luglio 2026