Piantedosi: "Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato" — appello dopo gli scontri No Tav

Il ministro dell'Interno chiede a tutte le forze democratiche di prendere le distanze senza tentennamenti dalla violenza contro le forze dell'ordine.

A cura di Redazione Redazione
27 luglio 2026 10:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Piantedosi: "Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato" — appello dopo gli scontri No Tav -
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Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha affermato in un'intervista al Corriere della Sera che "attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato", e ha invitato tutte le forze che si dichiarano democratiche a prendere le distanze senza tentennamenti dagli episodi di violenza legati alle proteste No Tav.

Piantedosi ha denunciato l'esistenza di un'internazionale della violenza che sfrutta "ogni tema" per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro; secondo il ministro la strategia adottata da questi gruppi è "tipicamente criminale" e consiste nel trasformare le libertà democratiche in occasione per veri e propri atti di guerriglia.

Il ministro ha ricordato inoltre le "crescente aggressioni alle forze dell'ordine" registrate, a suo dire, anche "durante questi quattro anni del nostro governo" come modalità di espressione del dissenso. In riferimento agli interventi nelle manifestazioni in Val di Susa, Piantedosi ha detto che l'impegno delle forze dell'ordine ha "impedito che si verificassero danni e guai maggiori".

Secondo il ministro, il fatto che il presidente Sergio Mattarella e "tutte le forze politiche" abbiano espresso solidarietà alle forze dell'ordine rafforza la necessità di una risposta unitaria: "sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti", ha detto, evidenziando la necessità di isolare i violenti dal legittimo dissenso politico.

L'intervista, rilanciata dall'Agenzia Dire, riporta anche il richiamo di Piantedosi a evitare "dubbi e una certa sfiducia pregiudiziale di natura ideologica" verso le forze dell'ordine, che a suo avviso non aiutano a separare i violenti dal dissenso legittimo. Le dichiarazioni arrivano nel contesto delle contestazioni legate al movimento No Tav e sollevano un dibattito sulla linea di gestione dell'ordine pubblico e sul ruolo dei partiti nel condannare la violenza.

Fact Check

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Verificato il: 27 luglio 2026

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