Piscine: la Camera approva emendamento per la sicurezza, stop ai bocchettoni che creano vortici e fondo da 4,725 mln
Via libera bipartisan a norma che vieta bocchettoni a effetto vortice; stanziati 4,725 milioni per gli adeguamenti. Il decreto passa al Senato.
La Camera ha approvato con 244 voti favorevoli un emendamento al decreto Sport volto a rafforzare la sicurezza nelle piscine pubbliche e in quelle aperte al pubblico. Il testo impone che il sistema di ricircolo e, in particolare, le prese di aspirazione (griglie di fondo, bocchettoni e simili) garantiscano la sicurezza atta a impedire fenomeni vorticosi di aspirazione che possano coinvolgere parti del corpo dei bagnanti; in caso di violazione è prevista la chiusura immediata dell'impianto fino all'adeguamento degli obblighi previsti.
Cosa prevede l'emendamento
- È vietato avere bocchettoni che creano vortici e risucchiano, misura destinataria della comunicazione pubblica del ministro Matteo Salvini che ha annunciato: "Sarà operativa dal primo agosto" (dichiarazione riportata a margine di un evento).
- È istituito un fondo di 4.725.000 euro per il 2026 destinato alle spese per l'adeguamento delle piscine pubbliche.
- La norma riguarda le piscine pubbliche e private destinate a un'utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo. Le piscine private non aperte al pubblico restano escluse dal testo così come è stato approvato.
Reazioni politiche e contesto dei casi recenti
Il provvedimento arriva dopo una serie di tragedie: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, tra il 2024 e il 2025 si sono registrati 37 decessi in piscina, oltre la metà delle vittime aveva meno di 14 anni. Fratelli d'Italia ha sottolineato l'urgenza dell'intervento, citando il caso della bambina di 11 anni morta a Sestri Levante; in una nota ufficiale i deputati FdI hanno indicato che "non si poteva più rinviare".
Il M5S, pur annunciando voto favorevole per senso di responsabilità, ha definito l'emendamento "raffazzonato" e ha espresso dubbi sull'efficacia pratica: i deputati pentastellati criticano l'assenza di riferimenti normativi chiari sul sistema di messa in sicurezza, la mancanza di un'autorità di controllo specificata e la esclusione esplicita delle piscine private non aperte al pubblico. "Si rischia che resti solo uno slogan comunicativo", hanno affermato.
Iter legislativo, applicazione e incognite
L'intero decreto legge contenente anche l'emendamento sulle piscine è stato approvato in Aula con 128 sì, 81 no e 2 astenuti e ora passa al Senato per l'esame e la conversione in legge. L'entrata in vigore reale della norma dipenderà quindi dall'iter parlamentare e dalle eventuali modifiche in Senato: la dichiarazione del ministro Salvini che fissa il 1 agosto come data operativa va letta come annuncio politico e non come effetto immediato fino alla conversione del decreto.
L'emendamento prevede lo strumento sanzionatorio della chiusura immediata degli impianti in caso di non conformità, ma non specifica nel testo approvato a quale autorità competenti siano affidati i controlli né i dettagli tecnici degli standard di sicurezza da adottare. Restano quindi aperti i nodi sull'attuazione pratica, sulla ripartizione dei fondi stanziati e sulle tempistiche per gli adeguamenti delle strutture.
Altre misure nel decreto e prossimi passi
Oltre alla norma sulle piscine, il decreto contiene misure a sostegno delle attività sportive per minori economicamente fragili e interventi per grandi eventi sportivi — dagli Europei di calcio 2032 ai Giochi del Mediterraneo di Taranto e all'America's Cup di Napoli. Il testo ora sarà esaminato dal Senato: eventuali modifiche e la conversione finale determineranno data effettiva di applicazione e portata delle misure sulla sicurezza delle piscine.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 23 luglio 2026