Roggero si scusa con Mattarella: «Appello freddo, mi dispiace». Petizione per la grazia supera 120mila firme

Il gioielliere detenuto a Bollate chiede scusa per il messaggio al Presidente; la Lega annuncia oltre 120mila adesioni in poco più di tre giorni.

A cura di Redazione Redazione
19 luglio 2026 12:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Roggero si scusa con Mattarella: «Appello freddo, mi dispiace». Petizione per la grazia supera 120mila firme -
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Il gioielliere Mario Roggero, detenuto nel carcere di Bollate, si è scusato per l'«appello freddo» rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha riferito il legale Sergio Novani. Novani, in un'intervista rilasciata a 'Il Giornale', ha spiegato che Roggero ha trascorso la prima notte nell'istituto penitenziario alle porte di Milano e che il suo pensiero è rivolto soprattutto alla moglie Mariangela, che ha presentato la domanda di grazia.

Secondo l'avvocato, Roggero si è inoltre scusato per le frasi rivolte ai parenti dei rapinatori: «Avrebbe voluto girarle al mondo» e afferma di essere stato «schiacciato dalla tensione del momento e dall'imminenza dell'entrata in carcere». Novani ha sottolineato la volontà del detenuto di essere ricordato come «un uomo che ha lavorato onestamente per una vita intera» e non solo per il messaggio polemico che ha suscitato clamore.

Petizione per la grazia

La Lega ha reso noto che la petizione online per chiedere la concessione della grazia a Roggero ha superato le 120mila adesioni in poco più di tre giorni. L'iniziativa, partita dal capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Massa, Filippo Frugoli, è stata poi rilanciata a livello nazionale dal partito.

Nel comunicato ufficiale la Lega ha ringraziato «tutti coloro che hanno già aderito» e ha invitato i cittadini a continuare a sottoscrivere e diffondere la petizione, sostenendo che «chi ha difeso la propria vita, la propria famiglia e il proprio lavoro non debba essere lasciato solo». Il partito ha inoltre definito il risultato un «traguardo» che conferma la partecipazione dei cittadini; il link alla petizione è stato reso pubblico dalla stessa formazione politica.

La ricostruzione dell'accaduto e le dichiarazioni riportate provengono da un servizio dell'Agenzia Dire e dall'intervista citata a 'Il Giornale'. Le parti coinvolte — difesa, famiglia e promotori della petizione — restano le fonti principali dell'inchiesta in corso.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 19 luglio 2026

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