Salvini a Bologna: «Non dico che Lepore abbia istigato, ma se usi certi toni…»
Il vicepremier incontra Questore e Prefetto dopo la guerriglia scoppiata ai presidi per la morte di Abderrahim Fakir e chiede cauzioni per le piazze.
Matteo Salvini è tornato sui fatti di lunedì a Bologna, incontrando i vertici di Questura e Prefettura e gli agenti che hanno operato durante le tensioni scoppiate dopo il presidio convocato dal sindaco Matteo Lepore per la morte di Abderrahim Fakir. "Non voglio dire che qualcuno abbia istigato alla violenza", ha affermato il vicepremier, sottolineando però i rischi connessi a certi toni usati in piazza.
Salvini ha ripreso il bilancio della notte di scontri citando stime sulla partecipazione e sui danni: "Stando alle stime, in piazza c'erano persone perbene, ma poi per dieci ore un centinaio di poliziotti hanno fronteggiato circa 3.000 persone che hanno causato feriti con mesi di prognosi", ha detto, precisando che ciò non significa che tutti i presenti fossero violenti.
Pur affermando che non intende accusare formalmente il sindaco di aver organizzato o istigato la violenza, Salvini ha ammonito che "se invochi una piazza senza avere gli elementi per capire cosa è successo, lasciando supporre che la Polizia possa essere corresponsabile di una morte, e poi qualcuno sfascia la città, spero che qualcuno ci pensi due volte la prossima volta". Le parole del ministro mettono così al centro il tema dei toni e delle responsabilità politiche nella convocazione di presidi.
Sul piano normativo il leader della Lega ha rilanciato la sua proposta: chi convoca una manifestazione dovrebbe depositare una fidejussione o una cauzione per risarcire eventuali danni. "Ci sono stati centinaia di migliaia di euro di danni a Bologna — ha detto — oggi chi paga? Tutti e non è giusto. Se fosse già operativa la nostra proposta, non pagherebbero i cittadini." Salvini ha ribadito l'intenzione del suo partito di insistere su questa misura.
Riguardo alle procedure amministrative, il ministro ha affermato di lasciare a Questura e Prefettura la verifica di eventuali comunicazioni ufficiali da parte del Comune circa il presidio, ricordando che in democrazia è legittimo manifestare: "Ognuno manifesti come vuole, ma quando subentra la violenza, qualcuno deve pagare le conseguenze", ha detto.
Nel corso dell'incontro Salvini ha poi lanciato un appello al rispetto per le forze dell'ordine: "Invito tutti a portare rispetto, a ringraziare e onorare il sacrificio quotidiano di donne e uomini in divisa". Ha esortato la politica a non trasformare la discussione sulle divise in uno scontro ideologico: il rispetto per chi svolge il proprio servizio, ha detto, è "fondamentale, è sacro".
I fatti rimangono al centro del dibattito pubblico: la morte di Abderrahim Fakir al Pilastro e le responsabilità connesse all'intervento di polizia hanno innescato il presidio e la successiva escalation di violenza. Al momento le dichiarazioni ufficiali delle autorità competenti hanno focalizzato l'attenzione sulla ricostruzione delle dinamiche e sulla quantificazione dei danni, mentre le differenze politiche tra istituzioni locali e governo continuano a emergere nelle prese di posizione pubbliche.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 22 luglio 2026