Scontro a Montecitorio: Fontana blocca l'accesso alle chat su Delmastro, opposizioni insorgono
La presidenza della Camera sospende l'accesso ai documenti trasmessi dalla Procura di Roma; la Giunta per le autorizzazioni si prepara a decidere.
La presidenza della Camera ha sospeso l'accesso alle chat relative all'ex sottosegretario Andrea Delmastro, documenti trasmessi dalla Procura di Roma, scatenando uno scontro istituzionale tra maggioranza e opposizione. Il presidente della Giunta per le autorizzazioni, Devis Dori, ha denunciato una «negazione dei diritti» del suo organismo e ha definito la decisione della presidenza «priva di fondamento».
Secondo Dori, gli uffici deputati a fornire i documenti avrebbero ricevuto indicazioni dalla presidenza della Camera di non essere collaborativi: un comportamento che, a suo dire, impedisce ai membri della Giunta di esercitare la loro funzione di controllo. «Se Fontana aveva dubbi, doveva chiedere un parere preventivo alla Giunta del regolamento», ha affermato Dori, ricordando precedenti in cui l'accesso a carte sensibili non era mai stato negato.
Nel corso di una conferenza stampa, Dori ha anche invitato Delmastro a seguire il precedente di Giulio Andreotti e a chiedere un voto in Aula per chiedere l'autorizzazione a procedere, uno strumento che definisce di trasparenza per fugare ogni sospetto. Dori ha sottolineato l'importanza di chiarire ogni possibile collegamento a organizzazioni criminali nell'interesse della Camera.
Le forze di opposizione si sono compatte contro la decisione della presidenza. Deputati del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno parlato di un atto di «estrema gravità» e di una «lesione delle prerogative parlamentari senza precedenti», annunciando che si riserveranno «azioni in ogni sede» per tutelare i poteri dell'organo.
La segretaria del PD, Elly Schlein, ha attaccato più volte il governo e la maggioranza, legando la vicenda alle più ampie critiche sull'operato dell'esecutivo su temi esteri ed economici. Schlein ha accusato il governo di «propaganda» e di voler utilizzare la vicenda delle chat per coprire presunti fallimenti politici.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha replicato con una lettera a Dori, affermando che gli uffici si stanno conformando alle disposizioni regolamentari e che la presidenza resta in attesa degli elementi di valutazione promessi dal presidente della Giunta. Fontana ha dunque giustificato la sospensione come misura temporanea, finalizzata a ottenere un quadro informativo completo.
La palla è ora alla Giunta del regolamento, che si riunirà lunedì per decidere se consentire ai componenti della Giunta per le autorizzazioni di visionare i messaggi. Se la Giunta del regolamento confermasse il blocco, la Giunta per le autorizzazioni prenderà atto della decisione in un successivo incontro e la scelta finale spetterà all'Aula.
I capigruppo di centrodestra nella Giunta per le autorizzazioni — Dario Iaia (FdI), Pietro Pittalis (FI), Laura Cavandoli (Lega) e Saverio Romano (Noi Moderati) — hanno difeso l'operato di Fontana, descrivendolo come inappuntabile e corretto. La maggioranza ha accusato le opposizioni di usare l'organo come strumento di propaganda e di tenere un atteggiamento «populista».
I rappresentanti del centrodestra hanno inoltre criticato il comportamento di Dori, sostenendo che la decisione iniziale prevedeva l'accesso alle chat salvo diversa indicazione del presidente Fontana. Hanno detto che Dori e alcuni membri si sono presentati comunque per consultare i materiali, in spregio alla sospensione disposta dalla presidenza.
Il caso resta al centro del dibattito parlamentare: da una parte la richiesta di trasparenza e accesso ai documenti della Giunta per le autorizzazioni; dall'altra la precisa interpretazione delle prerogative e delle competenze tra presidenza della Camera e organi collegiali. Nei prossimi giorni la riunione della Giunta del regolamento e l'eventuale votazione in Aula saranno le tappe decisive per stabilire se i deputati potranno prendere visione delle chat trasmesse dalla Procura di Roma.
Sviluppi e prossime mosse
Con la riunione della Giunta del regolamento fissata per lunedì e la possibile presa d'atto della decisione prevista in Giunta per le autorizzazioni il giorno successivo, il percorso è chiaro: se la Giunta del regolamento autorizzerà l'accesso, i membri potranno consultare i materiali; in caso contrario, la questione approderà in Aula per la decisione finale. La vicenda continua ad avere riflessi politici immediati, con opposizione e maggioranza pronte ad alzare il livello dello scontro a tutela delle rispettive interpretazioni delle prerogative parlamentari.
Fact Check
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Verificato il: 31 luglio 2026