Tempesta digitale su Matteo Lepore: migliaia di account fake, il sindaco sotto scorta annuncia denuncia alla Polizia postale

Dopo la morte di Fakir e la manifestazione del 20 luglio, Lepore denuncia un'ondata di hate con account generati da IA e parla di rischio per la democrazia.

A cura di Redazione Redazione
31 luglio 2026 18:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Tempesta digitale su Matteo Lepore: migliaia di account fake, il sindaco sotto scorta annuncia denuncia alla Polizia postale -
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Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, è sotto scorta dopo una «tempesta digitale» di migliaia di commenti e attacchi su social network, molti provenienti da profili fake che, secondo il primo cittadino, sarebbero in parte generati con intelligenza artificiale. Lepore ha annunciato che presenterà una denuncia alla Polizia postale e ha detto di non temere per la propria incolumità personale ma di essere «preoccupato per la democrazia».

L'episodio è esploso nella scia della morte di Fakir Abderrahim e della manifestazione convocata dal sindaco per il 20 luglio: da quella sera, ha raccontato Lepore a Omnibus su La7, «è iniziata una tempesta digitale sulla città di Bologna». Il sindaco ha ringraziato il Viminale per la protezione offerta, ma ha sottolineato come l'ondata online abbia assunto caratteri che vanno oltre la diffusione di fake news, arrivando a «falsare il dibattito».

Secondo Lepore, oltre alla circolazione di notizie false — ad esempio la voce secondo cui i Carabinieri avrebbero rifiutato la scorta — sono comparsi «migliaia e migliaia di account» creati con tecnologie basate sull'IA che commentano in automatico sia il suo profilo sia quelli di chi gli esprime solidarietà. Il sindaco ha detto di aver rilevato origini geografiche dei profili che «vediamo quelli dagli Usa, non quelli da Russia e India…», un elemento che, ha precisato, richiede verifiche investigative.

Lepore ha inoltre avvertito delle possibili ripercussioni politiche: «Se si scatenasse in un collegio che si decide per pochi punti percentuali una tempesta di questo tipo, se non falserebbe le elezioni?». Il caso solleva pertanto questioni non solo di ordine pubblico ma anche di tutela del dibattito democratico e della regolarità dei processi elettorali.

Sulle responsabilità penali, il sindaco ha sostenuto che quanto accaduto «dovrebbe preoccupare anche il Governo e il **Parlamento»», perché molte delle condotte descritte «possono costituire profili di reato». Per questo motivo Lepore ha confermato che formalizzerà la denuncia alla Polizia postale per avviare gli accertamenti.

Le autorità competenti al momento non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche dettagliate sull'indagine in corso. Restano aperti i passaggi tecnici utili a stabilire la reale origine degli account, la loro modalità di generazione e un'eventuale connessione organizzata dietro la campagna di attacchi.

Il caso riporta sotto i riflettori il tema della manipolazione dell'opinione pubblica attraverso strumenti digitali e algoritmi: esperti e istituzioni sono sollecitati a valutare misure di tutela, a partire da strumenti normativi e tecnici per identificare account falsi e limitare la diffusione automatizzata di contenuti potenzialmente manipolativi.

Nel frattempo il sindaco continua il suo ruolo istituzionale e ha chiesto che la vicenda sia affrontata nelle sedi competenti per tutelare il diritto alla libera informazione e la sicurezza della comunità bolognese.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 31 luglio 2026

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