Ue raccomanda di tagliare 2 milioni alla Biennale di Venezia per il padiglione russo
Bruxelles sollecita l’EACEA a sospendere il finanziamento: tensione diplomatica e politiche, la Lega promette contromosse.
La Commissione europea ha raccomandato ufficialmente all'EACEA di terminare il finanziamento di 2 milioni di euro destinati alla Fondazione della Biennale di Venezia, motivando la decisione con la riapertura del padiglione russo e con il richiamo ai valori democratici che, secondo Bruxelles, "non sono rispettati nella Russia di oggi". L'annuncio è stato diffuso via social dalla vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen.
L'EACEA — l'organo tecnico che gestisce gli stanziamenti europei per la cultura — aveva già avviato una serie di richieste di chiarimento alla Biennale, notificando diverse lettere e concedendo una finestra di trenta giorni per giustificare le scelte gestionali ed espositive. Il caso è esploso nella primavera del 2026, quando la dirigenza della Fondazione ha deciso di ospitare il padiglione russo: la Biennale ha ribadito che l'edificio "non è mai stato aperto al pubblico" per fini commerciali o espositivi e che la presenza non violava le sanzioni europee contro Mosca.
Reazioni politiche
La decisione di Bruxelles ha scatenato immediate reazioni politiche in Italia. La Lega ha definito la Biennale come "storia, cultura, arte, innovazione e libertà", annunciando che chiederà al Governo di integrare le risorse eventualmente negate dall'UE e sostenendo che "la cultura italiana non si piega ai diktat di Bruxelles".
Il capogruppo del M5S al Senato, Luca Pirondini, ha attaccato duramente la Commissione parlando di "ricatto" e di un'intimidazione politica che l'Italia non può accettare, invitando la premier Giorgia Meloni a prendere posizione sul tema dell'autonomia culturale e denunciando un'umiliazione per una delle istituzioni culturali più prestigiose del Paese.
Iter amministrativo e possibili conseguenze
La raccomandazione della Commissione segna un passo formale verso la possibile sospensione dei fondi: la decisione finale spettarà all'EACEA sulla base delle valutazioni amministrative e delle risposte fornite dalla Biennale. Se il finanziamento venisse effettivamente revocato, la Fondazione perderebbe 2 milioni di euro destinati alle sue attività, con potenziali ripercussioni sul calendario espositivo e sui progetti in corso.
Il caso ha inoltre aperto un dibattito più ampio sulla funzione pubblica dei finanziamenti culturali europei, sulla sovranità delle istituzioni culturali e sui limiti dell'intervento politico nelle scelte espositive. Al momento, le parti restano contrapposte: Bruxelles sostiene il richiamo ai valori democratici come criterio per il finanziamento pubblico, mentre parte della politica italiana invoca l'autonomia culturale e la tutela del patrimonio artistico.
Fonte: Agenzia Dire.
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Verificato il: 12 luglio 2026